Le porte della palestra si aprono, il pallone rimbalza, gli applausi si accendono. Giosportime 2026 torna con il Memorial Marcello Torricelli: cinque giorni di volley indoor, sudore buono e storie che restano addosso.
promette ritmo e qualità. È un torneo che cresce senza perdere il sorriso. Si gioca al coperto, sul parquet, con quella luce che rende tutto più vicino. Il programma è fitto e mette insieme energie diverse. Ragazzi, ragazze, squadre esperte e gruppi misti. L’aria di casa c’è, ma il livello resta serio.
Il calendario è chiaro: 29-30-31 maggio 2026 e 1-2 giugno 2026. Due weekend lunghi per respirare pallavolo dall’apertura all’ultimo pallone. Scendono in campo il minivolley, le giovanili U12, U14 e U16, poi le categorie Divisione 2 e Divisione 1, fino al tabellone Mista. La formula esatta delle gare sarà comunicata dagli organizzatori; al momento non ci sono dettagli ufficiali su palazzetti, orari e accoppiamenti.
niente meteo a scompigliare le partite, solo tecnica, gestione e nervi. Il torneo di volley indoor qui è una palestra di carattere. Chi ha visto le ultime edizioni ricorda set punto a punto, panchine vive, allenatori con la lavagnetta e compagni che si stringono a cerchio dopo ogni azione bella o storta.
Un punto pratico per chi gioca e per chi accompagna. Bevande, pause, tempi morti che diventano chiacchiere. Gli organizzatori indicheranno a breve opzioni e orari: chi ha esigenze particolari potrà verificare in sede di iscrizione.
si vince con lucidità. La U12 corre, la U14 impara a scegliere, la U16 pensa come una squadra adulta. In Divisione 2 e Divisione 1 i dettagli pesano: battuta sul nastro, muro che si chiude, ricezione che accende l’azione. Nel tabellone Mista, invece, c’è la sorpresa bella degli equilibri nuovi. È il campo a dire la verità.
Non è solo un torneo. È il Memorial Marcello Torricelli. Un nome che porta rispetto e invito alla memoria. Gli organizzatori lo ricordano ogni anno con una pallavolo che prova a somigliare ai valori che contano: gioco pulito, sorriso dopo l’errore, mano tesa all’avversario. Non serve retorica: basta guardare un cambio palla fatto bene e capire perché lo sport tiene insieme.
Le giovanili imparano dai grandi. I grandi ritrovano freschezza guardando i piccoli. Le famiglie fanno comunità sugli spalti. Il volontariato regge gli incastri, dal tavolo segnapunti alle porte della palestra. L’effetto è concreto: si entra per giocare una partita, si esce con una storia in più.
Arriva in anticipo. Porta acqua e un cambio asciutto. Segna sul telefono le date: 29-30-31 maggio e 1-2 giugno 2026. Controlla gli aggiornamenti ufficiali su Giosportime 2026 per iscrizioni, campi e regolamenti: al momento non risultano info pubbliche definitive. Se accompagni una squadra, prepara un piano semplice per i tempi di attesa. Funziona sempre.
Il bello, alla fine, è quel suono secco di scarpe sul legno. È un attacco stretto che cade dentro, e tutti che saltano insieme. A chi appartiene davvero un punto così? Forse a chi l’ha fatto, forse a chi l’ha subìto e poi riparte. O forse a un nome che resiste, piano, dentro ogni scambio: Marcello.