Educazione Civica a San Giuliano: Il Sindaco Visita le Scuole per il Progetto ‘Cittadinando’

Quando la città entra in classe, qualcosa cambia: i volti si accendono, le domande rimbalzano, la quotidianità prende senso. Non è teoria. È un patto di fiducia tra chi amministra e chi ancora impara a nominare il mondo: un esercizio di realtà, a misura di ragazzo.

Le scuole sono il primo municipio dei più giovani. Qui parole come cittadinanza attiva, regole condivise, bene comune smettono di essere astratte. Diventano scelte, gesti, piccole decisioni quotidiane. Non sempre succede. Serve qualcuno che bussi alla porta e dica: parliamone.

Un progetto che scende in classe

Il progetto “Cittadinando” nasce per far pratica di partecipazione. Non un laboratorio calato dall’alto, ma un percorso che rimette al centro il rapporto tra studenti e istituzioni. Un tassello coerente con la Legge n. 92 del 2019, che ha riportato l’educazione civica in tutte le scuole con almeno 33 ore l’anno. Diritti e doveri, ambiente, cittadinanza digitale: temi concreti, verificabili, necessari.

Dentro questo quadro, a San Giuliano è arrivato anche il momento dell’incontro diretto. Il sindaco Marco Segala ha varcato l’ingresso delle scuole Brivio e San Francesco. Lo ha fatto per ascoltare e per raccontare come si amministra una città. L’obiettivo dichiarato del progetto è la partecipazione civile. Non sono stati diffusi, al momento della stesura, dati ufficiali su quante classi siano coinvolte né un calendario pubblico degli appuntamenti. È un limite? Forse. Ma il segnale conta: il municipio ha scelto la strada più semplice e più impegnativa, quella del faccia a faccia.

Cosa si fa in incontri così? Si portano esempi chiari. Come nasce un attraversamento pedonale davanti a una scuola. Come si segnalano i marciapiedi rotti. Perché un regolamento sui rifiuti rende più pulito il quartiere. E poi la Costituzione, non come monumento, ma come strumento: l’Articolo 3 spiegato partendo da una rampa per il passeggino, l’Articolo 2 raccontato attraverso un gesto di volontariato.

Perché contano questi incontri

Perché trasformano la curiosità in competenza. Gli studenti scoprono che le domande hanno un luogo a cui arrivare. E che l’istituzione non è lontana: ha un nome, un volto, un indirizzo. Chi ha visto una classe alle prese con una simulazione di consiglio comunale sa di cosa parliamo. Si discute, si vota, si cede su qualcosa per ottenere qualcos’altro. È politica nel senso buono, a misura di banco.

C’è anche un pezzo digitale. La cittadinanza oggi passa dallo smartphone: privacy, fonti, commenti responsabili. L’educazione alla legalità si intreccia con l’uso consapevole dei social. E l’ambiente non resta sullo sfondo: piste ciclabili, alberi, aria più pulita. Argomenti che un ragazzo sente già propri quando va a scuola a piedi o in bici.

Progetti come Cittadinando hanno un altro merito: mostrano che la città non è un servizio da recensire, ma una casa da abitare insieme. Non tutto dipende dal sindaco. Molto dipende da come una comunità si riconosce, si parla, si ascolta. Se da San Giuliano uscirà una generazione con più strumenti, l’effetto non si vedrà solo domani. Si vedrà al prossimo gesto di cura: una segnalazione fatta bene, un cestino usato, un’assemblea rispettata.

Resta una domanda, semplice e potente: se chiedessimo a quei ragazzi quale articolo della Costituzione porterebbero nello zaino domani mattina, quale sceglierebbero? Forse la risposta, più che detta, andrebbe vissuta, attraversando la città con occhi un po’ più attenti e mani già pronte a fare.

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