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30 detenuti lavoratori del carcere di Bollate rischiano il posto

All’interno del carcere di Bollate, 30 detenuti che lavorano in un call center che offre servizi telefonici utili, come i suggerimenti per difendersi dalle truffe online, rischiano di perdere il lavoro.

La notizia arriva dalla cooperativa sociale bee.4 Altre menti che lavora, da anni, all’interno della struttura con lo scopo di aiutare chi ha scontato la pena a Bollate a reinserirsi nel mondo del lavoro. Ha spiegato Marco Girardello: “La situazione è preoccupante: in 30 rischiano il posto. Di questi una dozzina sono già in cassa integrazione a zero ore e altri, prima di fermarsi, stanno portando a termine le attività. Stanno cercando di ricollocarne alcuni, ma è dura”.

Il carcere ha in essere un contratto con Windtre Italia ma il dialogo con l’azienda, per parlare del destino di questi detenuti lavoratori, non ha portato ad alcuna soluzione tanto più che dall’altra parte si motiva la decisione di sospendere la collaborazione con la consistente perdita di clientela. Stando così le cose, il contratto andrà a scadenza il prossimo 31 marzo.

Girardello fa sapere che: “Siamo anche alla ricerca di qualche altro contratto”. Da parte del Comune di Milano gli assessori al Welfare e al Lavoro, Lamberto Bertolé e Alessia Cappello, hanno manifestato interesse per questa vicenda.

Dopo la pubblicazione di questo articolo abbiamo ricevuto una richiesta di integrazione da parte di WindTre che riportiamo qui di seguito:
WINDTRE precisa che il contratto con la cooperativa sociale Bee.4, come previsto, è scaduto il 31/12/2021. L’azienda, comunque, ha predisposto una proroga di altri tre mesi ed è impegnata, inoltre, nel trovare ulteriori misure per accompagnare gradualmente la conclusione del rapporto”.