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Cantù: la settimana della legalità e i resti dell’auto del giudice Falcone

La centrale piazza Garibaldi a Cantù, Como, ospiterà fino alla fine di ottobre la teca che contiene i resti della Fiat Croma marrone sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo.

Nell’attentato del 23 maggio 1992, all’altezza di Capaci, persero la vita insieme agli uomini della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. È la prima volta che questa teca lascia il capoluogo siciliano dove è stata collocata lo scorso maggio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’occasione è la prima edizione del Festival della legalità, un’intera settimana di incontri e dibattiti sul tema, particolarmente sentito anche in Lombardia, alla luce degli ultimi fatti di cronaca che hanno raccontato di infiltrazioni della malavita nel tessuto economico locale.
Oltre alla teca fanno parte della rassegna, battezzata “Noi siamo loro”, anche una 60na di fotografie che ricostruiscono quei tragici fatti. All’inaugurazione Alice Galbiati, sindaco di Cantù, ha osservato: “La nostra piazza vuole essere simbolo di legalità, tenendo viva la memoria di questi eroi nei quali dobbiamo riconoscerci per voltare definitivamente pagina rispetto ai fatti del passato”.

A seguire è intervenuta Tina Montinaro, vedova del capo della scorta del giudice Falcone che ha spiegato:  “Grazie alla sua testimonianza e alla presenza dei sindaci del comprensorio abbiamo lanciato un messaggio chiaro a favore della legalità e della cultura antimafia, che coinvolgerà anche gli studenti delle scuole di Cantù attraverso il contributo delle forze dell’ordine, della coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Alessandra Dolci, e del Pubblico Ministero, Sara Ombra”.

Nei prossimi mesi, inoltre, il Comune intitolerà il parco di villa Argenti ai due magistrati che hanno perso la vita nella lotta alla mafia, Falcone e Paolo Borsellino. Lo ha detto Maurizio Cattaneo, assessore alla Sicurezza e Legalità di Cantù: “Non poseremo solo una targa, ma riqualificheremo l’area verde che, oltre alla nuova illuminazione e all’eliminazione delle barriere architettoniche, accoglierà gli arredi urbani in legno a tema legalità progettati dagli alunni dell’Enaip Lombardia”.