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Nell’auto di Sabrina Beccalli frammenti di un dito e di un cranio

Le prime indiscrezioni sulla nuova perizia dell’auto di Sabrina Beccalli, scomparsa dallo scorso Ferragosto, avevano stabilito che i resti ossei carbonizzati trovati all’interno erano umani.
Oggi, 15 settembre, si è appreso che quei resti sono riconducibili a un dito e a una parte di scatola cranica.
Queste le conclusioni a cui sono arrivati Cristina Cattaneo, medico legale; Debora Mazzarelli, antropologa e Domenico di Candia, tossicologo alla presenza dei consulenti di parte Angelo Grecchi per la difesa e Luciano Garofano per la famiglia Beccalli.

Resta in carcere a Monza il principale indagato Alessandro Pasini con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere. Era stato lui a indirizzare gli inquirenti verso la Panda nera carbonizzata della vittima.
Pasini ha sempre negato l’omicidio dicendo che Sabrina sarebbe morta per overdose al momento del loro incontro. Preso dal panico avrebbe bruciato il corpo per nascondere le tracce di quanto accaduto.

Tuttavia i Carabinieri del Ris non hanno mai trovato tracce di droga nell’appartamento dove Pasini e Sabrina si sono incontrati bensì diverse macchie di sangue, emerse grazie all’impiego del luminol, sul pianerottolo e su un paio di ciabatte da uomo.

Prima di questi ultimi sviluppi, le altre tappe della vicenda erano state:
– I filmati di una videocamera di sorveglianza: nei fotogrammi si vede il passaggio in via Albergoni della Panda nera di Sabrina, con buona probabilità guidata da Pasini, intorno alle 15:00. 
Pochi minuti dopo l’uomo ripercorre la strada, in senso inverso, a bordo di un monopattino.
Il suo terzo passaggio, in direzione della Panda, risale invece alla sera, alle 21:30, e potrebbe coincidere con il momento in cui Pasini da fuoco all’auto in via Vergonzana dove poi è stata ritrovata;
– Il cellulare di Pasini: risultano cancellati alcuni messaggi e mail. La perizia affidata a un esperto dovrebbe fornire informazioni utili all’inchiesta;
– le rogge della zona: poco distanti dal luogo del delitto. È stato lo stesso Pasini a indirizzare qui le ricerche del cadavere di Sabrina. In uno dei canali è stato infatti ritrovato il suo cellulare;
– una vasca di liquami: la prima indicazione data da Pasini su dove rintracciare il corpo.