È quel momento dell’anno in cui i piccoli passi bussano al futuro: si aprono le porte dell’Asilo Nido Comunale, tra moduli, attese e prime volte. Un tempo breve, due mesi, per scegliere un luogo che somiglia a casa e profuma di novità.
Dal 1° marzo 2026 al 30 aprile 2026 si aprono le iscrizioni all’Asilo Nido Comunale per l’Anno scolastico 2026/2027. La finestra è chiara, la scadenza netta: meglio segnare le date in agenda. Parliamo di un servizio che sostiene le famiglie e accompagna i bambini da 3 a 36 mesi. Non solo cura, ma quotidianità strutturata, giochi pensati, relazione. In Italia, i dati nazionali più recenti indicano una copertura dei servizi educativi 0-2 intorno al 33%. La domanda c’è, e spesso supera i posti disponibili. Arrivare preparati conta.
C’è un’immagine semplice che aiuta: una sedia piccola vicino a un appendiabiti colorato. Quel posto, per molti, si decide adesso. Nei corridoi del nido, qualcuno racconta che la scelta è avvenuta “a pelle”. Poi però hanno contato regole, orari, distanza da casa. Sta tutto lì: cuore e organizzazione.
I canali per presentare la domanda di iscrizione dipendono dalle procedure del Comune. In genere sono due: domanda online sul portale istituzionale oppure consegna allo sportello. Verifica gli orari di apertura e le modalità di accesso. Se previsti, gli open day aiutano a vedere spazi, routine, sezioni. Non tutte le sedi li attivano: controlla l’avviso pubblico. La graduatoria, di solito, esce entro 30-60 giorni dalla chiusura delle iscrizioni; la data ufficiale verrà comunicata. In caso di lista d’attesa, il Comune spiega tempistiche e scorrimenti.
Prepara l’ISEE aggiornato: incide su rette e priorità in graduatoria, secondo criteri indicati nell’avviso. Verifica i requisiti di accesso: età del bambino, eventuale residenza nel Comune, stati di famiglia. Controlla la documentazione: documento d’identità, codice fiscale, certificazioni di lavoro/studio dei genitori, eventuali dichiarazioni su disabilità o fragilità familiari, adempimento vaccinale secondo la normativa vigente. Compila la domanda entro la scadenza 30 aprile 2026. Meglio non attendere l’ultimo giorno: i sistemi possono essere affollati. Conserva la ricevuta. Ti servirà per eventuali rettifiche o ricorsi.
Le graduatorie comunali seguono criteri pubblici e verificabili. In molte città contano, con pesi diversi: ISEE, presenza di fratelli nel nido, situazione lavorativa dei genitori, condizioni di salute e fragilità familiari, residenza. Il punteggio determina l’accesso e l’eventuale sezione. In caso di parità, può valere l’età anagrafica o l’ordine cronologico di arrivo: l’avviso lo specifica.
Le rette mensili sono rimodulate in base all’ISEE. I valori esatti cambiano da Comune a Comune. In Italia, a titolo orientativo, le fasce vanno da tariffe agevolate molto basse a importi più alti per ISEE elevati. Verifica con attenzione la tabella del tuo Comune; sono possibili esenzioni o riduzioni per nuclei numerosi o con disabilità.
Gli orari tipici comprendono ingresso al mattino e uscita nel primo pomeriggio, con possibilità di prolungamento se previsto. Chiedi di pasti, pannolini, nanna: sono dettagli che incidono sulla vita di tutti i giorni. Un’educatrice ci ha detto: “La differenza la fanno le transizioni. Entrare piano, salutare bene, sapere chi ti aspetta.” Vale anche per i genitori.
Un consiglio pratico? Fai una check-list: ISEE, documenti, contatti, preferenze di orario. E confrontati con altre famiglie, ma resta fedele ai bisogni del tuo bambino. Se lavori su turni, dichiaralo nella domanda. Se il piccolo ha abitudini alimentari particolari, chiedi le procedure per i piani personalizzati. Piccoli accorgimenti semplificano l’inizio.
Non tutto è scritto, non tutto si può sapere prima. Ma una cosa sì: tra il 1° marzo e il 30 aprile si costruisce un pezzo di futuro. Ti immagini quel primo giorno? La porta si apre, l’odore di tempera fresca, le mani che si salutano. E tu, da fuori, fai un passo indietro e ne prepari mille avanti. Dove vorresti che portassero?