Nelle vie di quartiere e nei parchi, qualcuno ha già notato foglie appiccicose e rami punteggiati di bianco. Non è un’impressione: è il segno silenzioso di un insetto che avanza, e ci riguarda tutti.
Capita così: ti siedi su una panchina sotto un tiglio e ti ritrovi le mani unte. Guardi in alto. I rami sono costellati da piccoli batuffoli bianchi. Non è neve fuori stagione. È la cocciniglia Takahashia japonica, segnalata in diverse aree del territorio comunale, come in altri Comuni lombardi. Un insetto minuscolo, ma ostinato. Vive sugli alberi, succhia la linfa, rilascia melata e chiama a raccolta formiche e vespe. La città se ne accorge a modo suo: marciapiedi scivolosi, auto macchiate, panchine nere di fumaggine.
Questa specie non è nata qui. È arrivata con i commerci di piante ornamentali. Ama i viali urbani e gli alberi “di casa nostra”. Colpisce spesso aceri, tigli, platani, gelsi, olmi, liquidambar e anche rampicanti come il glicine. In primavera gli adulti fissano sugli ultimi rami piccoli ovisacchi bianchi, ben visibili a occhio nudo. Da lì parte il cuore del problema.
I tecnici fitosanitari regionali hanno osservato un aumento delle segnalazioni tra il 2023 e il 2024. Non ci sono numeri definitivi per ogni quartiere, ma la tendenza è chiara: l’infestazione si sta espandendo lungo viali, cortili privati e parchi pubblici. Non è un’emergenza sanitaria per le persone o gli animali domestici. È però un rischio serio per il verde urbano, già stressato da siccità e ondate di calore.
Rami con piccoli “fiocchi” bianchi, a gruppi, fissati alla corteccia. Foglie e arredi sottostanti appiccicosi di melata. Patina nera di fumaggine su foglie e tronchi, causata dai funghi che crescono sulla melata. Presenza di formiche che “difendono” le colonie. Un indizio forte.
Se qualcosa non torna, fermati lì. Scatta una foto ravvicinata e una panoramica dell’albero. Indica via e numero civico. La segnalazione all’ufficio verde comunale o al servizio fitosanitario regionale accelera il monitoraggio. In molti comuni esistono canali online rapidi; se non li trovi, chiama il centralino comunale e chiedi l’indirizzo corretto. È un gesto semplice che ha un peso.
La gestione è possibile, ma va scelta bene e al momento giusto. Potature mirate: rimuovere e smaltire i rami più colpiti riduce la pressione dell’infestazione. Mai lasciare i residui a terra. Difendere i “naturali alleati”: coccinelle e crisope aiutano la lotta biologica. Evita insetticidi “a calendario” in giardini e cortili. Disturbano prima i predatori che la cocciniglia. Trattamenti professionali: su alberi stradali, tecnici abilitati possono usare oli minerali o prodotti specifici nel periodo di schiusa delle “neanidi” (le giovani mobili). Fuori tempo, servono poco e rischiano danni collaterali. Pulizie urbane: lavaggi a pressione di panchine e marciapiedi limitano disagi e fumaggine, specie in estate. Prevenzione: non spostare talee o rami potenzialmente infestati tra quartieri; controlla le nuove piante prima di metterle a dimora.
Non tutto si risolve in una stagione. Ma il cambio di passo è culturale, prima che tecnico. Prendersi cinque minuti per guardare le chiome che attraversiamo ogni giorno. Notare quei piccoli fiocchi bianchi, il ronzio assiduo, l’ombra che non è più ombra ma fuliggine. Da lì nasce la cura del nostro verde. E forse la domanda giusta: quanta città possiamo riconoscere semplicemente alzando gli occhi?