Morte Jeffrey Baby, al via il processo per i maltrattamenti che il trapper avrebbe subito in carcere

Ha preso il via il processo per i maltrattamenti che il trapper 26enne Jordan Jeffrey Baby avrebbe subito nel carcere di Pavia e dove è stato trovato impiccato lo scorso mese

E’ trascorso appena un mese dalla brutale morte di Jordan Tinti, alias Jordan Jeffrey Baby, 26enne trapper trovato morto nella sua cella nel carcere di Pavia dove stava scontando una pena a 16 mesi per una rapina aggravata dall’odio razziale. Ieri, venerdì 12 aprile, è iniziato in tribunale il processo per i maltrattamenti e la violenza sessuale che il giovane artista avrebbe subito all’interno della casa circondariale pavese durante il periodo di detenzione.

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Morte Jeffrey Baby, al via il processo per i maltrattamenti che il trapper avrebbe subito in carcere. (milano.cityrumors.it)

Sul banco degli imputati l’amico del trapper e complice della rapina aggravata dall’odio razziale noto ai fan come “Traffik”, all’anagrafe Gianmarco Fagà, che come Jordan era stato condannato in primo grado a Monza per il reato di rapina la cui accusa in Appello era stata però riqualificata in violenza privata.

Il processo

Ieri nell’aula di tribunale a Pavia costituitosi come parte civile c’era Roberto Tinti, padre del 26enne, presunto suicida in cella. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 7 giugno. In quella giornata verranno ascoltati i testimoni tra cui alcuni compagni di cella di Jeffrey Baby.

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Morte Jeffrey Baby, al via il processo per i maltrattamenti che il trapper avrebbe subito in carcere. (milano.cityrumors.it)

L’avvocato della famiglia Tinti, Federico Edoardo Pisani, ha dichiarato, come riporta oggi Il Giorno: “I testimoni hanno già raccontato alla polizia giudiziaria quello che avevano visto e la loro testimonianza ha trovato pieno riscontro nella denuncia di Jordan, tanto che si è arrivati al rinvio a giudizio.

Poi il legale conclude riferendo: “Davanti al giudice spero che possano raccontare qualcosa in più su quello che avviene in carcere. Dopo la morte di Jordan, ho ricevuto diversi messaggi da parte di parenti di detenuti o ex detenuti, ma non ho dato riscontro a quei racconti, talvolta anche molto duri”.

Ipotesi omicidio colposo

Il dibattimento proseguirà poi venerdì 13 settembre, giorno in cui potrebbe anche arrivare un’eventuale sentenza. Intanto, la procura di Pavia lavora sull’altra indagine che ha come obiettivo fare chiarezza sulla morte del giovane trapper. L’ipotesi di reato è omicidio colposo ed è stata chiesta anche la documentazione al Sert.

Sempre l’avvocato Pisani ha aggiunto in merito: “Sono contento che la procura di Pavia  abbia avviato un’inchiesta a 360 gradi per fare chiarezza sulla morte di Jordan. Che la situazione del carcere di Pavia sia pesante lo dimostra l’ultimo suicidio avvenuto ancora una volta nel reparto protetti, con la morte di un detenuto di 42 anni. La responsabilità di questi drammi non può certamente essere degli agenti di polizia penitenziaria, sotto organico rispetto alle esigenze dell’istituto”.

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Il punto sulla rapina di Jeffrey Baby

Il 26enne Jordan Jeffrey Baby era stato fermato e arrestato per una rapina aggravata dall’odio razziale perché con il complice Gianmarco Fagà “Traffik” avrebbe aggredito un uomo di colore. Sul fatto, il legale di Jeffrey Baby ha commentato: “Per Jordan non ritengo si possa parlare di rapina poiché la persona aggredita aveva buttato la bicicletta e lo zaino ed è stato rincorso da Gianmarco Fagà”.

“Quest’ultimo poi è tornato indietro dove si trovava la bicicletta e insieme hanno fatto un video con il cellulare. Certamente un’azione stupida, ma quando Fagà ha buttato la bici sui binari, Jordan è andato a recuperarla perché aveva paura che qualcuno si facesse male”. In finale, per questa azione il trapper 26enne Jeffrey Baby è stato condannato a 16 mesi di carcere. Nel periodo trascorso in cella avrebbe subito maltrattamenti fisici e verbali e violenza sessuale.

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