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Cronaca

Italia, trovato corpo senza vita nel bosco: è del 32enne scomparso

Era scomparso da Reggio Emilia dopo aver annunciato un trasferimento per lavoro. Dopo mesi di ricerche, una scoperta nei boschi liguri cambia tutto.

Una scomparsa avvolta nel mistero, mesi di ricerche senza risposte e una famiglia che non ha mai smesso di sperare. Una vicenda dolorosa, iniziata con un viaggio apparentemente normale, ha assunto contorni sempre più inquietanti fino a una scoperta che ha portato gli investigatori ad approfondire quanto accaduto.

Tutto era cominciato alla fine di maggio, quando un uomo di 32 anni aveva lasciato la propria abitazione a Reggio Emilia, comunicando ai familiari l’intenzione di trasferirsi a Piacenza per motivi di lavoro. Una decisione che, almeno inizialmente, non aveva fatto immaginare ciò che sarebbe accaduto nelle settimane successive.

 La scomparsa da Reggio Emilia e gli ultimi contatti con la famiglia

Con il trascorrere dei giorni, però, i contatti si erano fatti sempre più sporadici. Le risposte ai messaggi erano diventate vaghe, fino a interrompersi completamente. Da quel momento, per i suoi cari era iniziato un lungo periodo di angoscia, segnato da tentativi di rintracciarlo, appelli pubblici e ricerche che non avevano prodotto risultati.

La scomparsa da Reggio Emilia e gli ultimi contatti con la famiglia- credit ansa- milano.cityrumors.it

Secondo quanto raccontato dai familiari, il 32enne aveva lasciato casa il 25 maggio, spiegando di voler raggiungere Piacenza per cercare nuove opportunità lavorative. Dopo la partenza, i parenti avevano cercato di mantenere i contatti telefonici, ricevendo inizialmente alcune risposte poco precise.

L’ultimo messaggio sarebbe arrivato il 31 maggio. Successivamente, il telefono era diventato irraggiungibile e dell’uomo si erano perse completamente le tracce.

La crescente preoccupazione aveva spinto la famiglia a rivolgersi alle forze dell’ordine. A luglio era stata formalizzata la denuncia di scomparsa e, con il sostegno dell’associazione Penelope, erano stati diffusi diversi appelli nella speranza di ottenere informazioni utili.

Le ricerche si erano concentrate soprattutto nel territorio piacentino, dove l’uomo aveva dichiarato di volersi trasferire. Nonostante gli accertamenti, tuttavia, nessun elemento concreto aveva consentito di ricostruire i suoi spostamenti.

Il 9 settembre, in una zona boschiva di Ronco Scrivia, nella città metropolitana di Genova, un cercatore di funghi si era imbattuto casualmente in un corpo senza vita. L’uomo aveva immediatamente avvisato i soccorsi, facendo scattare l’intervento delle autorità. Le condizioni del cadavere, ormai in avanzato stato di decomposizione, avevano reso impossibile procedere a un’identificazione immediata.

I primi accertamenti avevano suggerito che il decesso potesse risalire a uno o due mesi prima del ritrovamento. Per stabilire l’identità della persona erano però necessari ulteriori esami. Durante i rilievi, gli investigatori avevano recuperato alcuni oggetti che avrebbero assunto particolare importanza: uno zaino contenente bottiglie di superalcolici, confezioni di psicofarmaci e un telefono cellulare.

Elementi che avevano indirizzato gli accertamenti verso il caso di una persona scomparsa dall’Emilia-Romagna, senza tuttavia permettere di formulare conclusioni definitive. La svolta è arrivata grazie alle analisi genetiche effettuate dal Ris di Parma su incarico della Procura di Genova.

Gli esami hanno confermato che il corpo ritrovato nei boschi di Ronco Scrivia appartiene a Kante Jean Amadou Dia, operaio 32enne di origine senegalese scomparso da Reggio Emilia alla fine di maggio. Una notizia drammatica per i familiari, che per mesi avevano cercato informazioni sulla sua sorte, sperando di poterlo ritrovare.

La conferma dell’identità ha consentito di risolvere uno degli interrogativi principali della vicenda, ma restano ancora numerosi aspetti da chiarire. In particolare, gli investigatori dovranno ricostruire come il giovane sia arrivato nella zona boschiva ligure, distante dal luogo in cui aveva dichiarato di volersi trasferire, e cosa sia accaduto nelle settimane precedenti al ritrovamento.

La Procura di Genova prosegue gli accertamenti per fare piena luce sulla vicenda. Il pubblico ministero Giuseppe Poletti ha disposto l’autopsia, programmata per il 10 novembre, affidando l’esame al medico legale Francesco Ventura. L’accertamento sarà fondamentale per cercare di stabilire le cause del decesso e raccogliere eventuali elementi utili alla ricostruzione degli ultimi giorni di vita del 32enne.

Gli oggetti rinvenuti accanto al corpo sono al centro delle verifiche investigative, ma la loro presenza non permette, da sola, di stabilire le circostanze della morte.

Secondo quanto emerso, Kante Jean Amadou Dia in passato era stato seguito anche dal centro di salute mentale di Reggio Emilia. Si tratta di un elemento della sua storia personale che non consente di formulare ipotesi sulle cause del decesso.

I familiari, assistiti dall’avvocata Barbara Iannuccelli, sono stati informati dell’esito delle analisi genetiche. Resta ora da comprendere cosa sia accaduto dopo l’ultimo contatto del 31 maggio e quali circostanze abbiano condotto il giovane fino ai boschi di Ronco Scrivia.

Una vicenda che, dopo mesi di speranze e ricerche, ha trovato una dolorosa conferma, ma che presenta ancora interrogativi ai quali soltanto gli accertamenti medico-legali e le indagini potranno tentare di dare risposta.

Silvia Petetti

Mi chiamo Silvia e vivo in provincia di Roma. Sono una Giornalista Pubblicista iscritta all’ordine del Lazio. Mi piace scrivere e cucinare ma dimentico sempre le ricette e metto verdure ovunque, anche nei dolci!