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Cronaca

Ferrari carbonizzata nel Vercellese, identificato uno dei due corpi all’interno dell’auto: è un noto dj svizzero

Si è schiantata a 200 km/h prendendo fuoco la Ferrari bianca nel Vercellese. All’interno dell’abitacolo due passeggeri, morti carbonizzati. Identificato un corpo, appartiene a un noto dj svizzero. Atteso Dna per la seconda vittima, una donna 

la Ferrari Gtc4 bianca si è spezzata a metà sull’asfalto della bretella autostradale all’altezza di Alice Castello, nel Vercellese. Lo schianto a 200 chilometri orari addosso il guardrail non ha lasciato scampo ai due passeggeri, morti carbonizzati all’interno dell’abitacolo. I due cadaveri, irriconoscibili, appartengono a un uomo e una donna.

Ferrari carbonizzata nel Vercellese, identificato uno dei due corpi bruciati all’interno dell’abitacolo. E’ un noto dj svizzero (ANSA) milano.cityrumors.it

Dopo il drammatico incidente avvenuto nella tarda mattinata di domenica 31 marzo, giorno di Pasqua, oggi sono state rese note le generalità del guidatore: è un noto dj svizzero di 40 anni residente a Villeneuve (Svizzera).

Chi è il dj svizzero morto carbonizzato nella Ferrari

L’incidente fatale avvenuto domenica scorsa sul quale adesso indaga la polizia stradale di Settimo Torinese si è consumato intorno le 13.00. Al volante della Ferrari c’era un noto dj svizzero di 41 anni, Mysni Pestaj, risultato intestatario dell’auto. L’uomo è stato identificato dalla polizia stradale torinese grazie alla testimonianza del fratello.

Ferrari carbonizzata nel Vercellese, identificato uno dei due corpi bruciati all’interno dell’abitacolo. E’ un noto dj svizzero (ANSA) milano.cityrumors.it

Coniugato e padre di due figli di 11 e 14 anni, ha perso la vita in modo atroce. Con lui, rimasta carbonizzata anche una donna al momento non ancora identificata. Mentre, secondo gli accertamenti eseguiti dagli agenti di Polizia, la moglie del dj si troverebbe in Kosovo. Ora la Procura della Repubblica di Vercelli ha disposto il test del Dna per identificare in modo ufficiale i corpi carbonizzati dei due passeggeri.

L’incidente

Secondo le prime indagini effettuate dalla Polizia stradale, la Ferrari viaggiava a una velocità elevatissima, verosimilmente oltre i 200 km/h. Nell’urto violento contro il guardrail autostradale l’auto si è spezzata a metà. La parte anteriore si è accartocciata in un groviglio di lamiere prendendo fuoco immediatamente. Del bolide è rimasta intatta solo la parte posteriore.

Per estrarre i resti dei corpi dall’abitacolo, i vigili del fuoco hanno dovuto tagliare con le cesoie le lamiere. Sul posto sono arrivati anche i soccorsi sanitari del 118 con l’elisoccorso ma non c’è stato nulla da fare, i due passeggeri erano già deceduti. Dal giorno del fatale sinistro, gli investigatori stanno indagando sulla dinamica dell’incidente a partire dalla targa dell’auto, risultata immatricolata in Svizzera.

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Aperta inchiesta

Dopo l’incidente è stata aperta un’inchiesta sulla dinamica del fatto. Secondo quanto riporta la Repubblica, quando la prima pattuglia della polizia stradale è arrivata sul luogo del sinistro non c’erano altri mezzi coinvolti.

Molto probabilmente, a causa della folle velocità, la Ferrari ha perso aderenza sull’asfalto concludendo la propria corsa nello schianto contro il guardrail. I due passeggeri forse in Italia per le festività pasquali, erano diretti verso il confine con la Svizzera.

La Polizia che indaga sul caso sta cercando di ricostruire l’inter dinamica dell’incidente a partire dalla testimonianza di un’automobilista che per primo ha chiamato il 112. Oltre alla testimonianza verranno analizzate anche le telecamere di sorveglianza autostradale. Gli investigatori non escludono al momento che nell’incidente possa essere stato coinvolto anche un altro mezzo, che magari, dopo ha continuato la sua corsa lasciandosi dietro di sé la Ferrari in fiamme.