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Palazzo Reale inaugura la mostra dedicata alle donne nell’arte russa

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Kuzma-ritratto di Anna Akhmatova - Fonte foto Comune di Milano

Palazzo Reale ospiterà da oggi, 28 ottobre e fino al 05 aprile una mostra dedicata alle donne nell’arte russa dal titolo “Divine e avanguardie. Le donne nell’arte russa”.

Saranno esposte circa 90 opere provenienti dal Museo di Stato russo di San Pietroburgo che forniranno una panoramica della figura femminile nell’arte di quel paese dal XIV al XX secolo attraverso linguaggi espressivi diversi tra loro come la pittura, la scultura, passando per la grafica e la porcellana. Le assolute protagoniste saranno le donne, sia come soggetti all’interno delle opere sia come autrici delle opere stesse.

La mostra fa parte del palinsesto dedicato dal Comune ai “Talenti delle donne“. Come ha sottolineato l’assessore alla cultura Filippo Del Corno, si tratta di: “[…] Un percorso originale e affascinante che accompagna il visitatore lungo secoli di storia tagliando epoche e stili molto differenti, grazie a una selezione dei capolavori del Museo di San Pietroburgo scelta direttamente dai curatori del museo”.

La mostra è divisa in due sezioni: nella prima le donne sono l’oggetto dell’opera, nella seconda sono il soggetto e arriviamo a quelle stesse avanguardie di cui aveva parlato la critica Lea Vergine, scomparsa di recente, nel suo saggio “L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940” del 1980 nel quale aveva scritto: “[…] Il loro talento, tuttavia, fu svelato al pubblico nazionale e internazionale solo a partire dalla metà degli anni Sessanta poiché nel 1932 il regime sovietico impose il divieto di qualunque modalità stilistica diversa dal socialismo realista, condannando così tutti gli artisti delle avanguardie, donne e uomini, a lavorare solo per gli amici, o per se stessi”.

La prima sezione, a sua volta, è composta da sette aree tematiche:
– Il Cielo – La Vergine e le sante: questa sezione presenta le icone dedicate alla Madre di Cristo, protettrice della Russia, e di alcune sante venerate nel Paese. Queste piccole e preziose opere d’arte non si trovano solo nelle chiese ma anche nelle abitazioni di qualunque ceto sociale.
Di solito l’icona occupava un posto particolare all’interno della casa, identificato come “angolo rosso o angolo bello”;
– Il Trono – Zarine di tutte le russie: dopo la morte dello zar riformatore Pietro il Grande nel 1725, in Russia ebbe inizio un lungo periodo di reggenza al femminile, a partire dalla figura di Caterina.
Questa sezione presenta i ritratti di sei delle quattordici imperatrici che regnarono dalla fine del XVII secolo al 1917;
– La Terra – L’orizzonte delle contadine: la Russia è stata un paese a prevalenza agricola e maggioranza contadina almeno fino agli anni ’30 del Novecento;
– Verso L’indipendenza – Donne e società: questa sezione propone il ritratto di mogli e figli di artisti, insieme a volti di donne importanti per la storia del Paese, come la poetessa Anna Achmatova e Nadežda Dobičina, prima gallerista russa, in seguito caposezione dell’arte sovietica presso il Museo russo. Molti ritratti rappresentano poi i mestieri aperti alle donne come la musicista, l’operaia e la politica;
– La Famiglia – Rituali e convenzioni: i ritratti evidenziano il percorso di emancipazione femminile, da una condizione di subordinazione alla conquista della parità dei diritti;
– Madri – La dimensione dell’amore: la particolarità di questa sezione è che la quasi totalità delle opere è frutto di artisti maschi;
– Il Corpo – Femminilità svelata: il tema del nudo femminile si è affermato in Russia soltanto a cavallo tra il XIX e il ХХ secolo;
– Le Artiste – Realismo e amazzoni dell’avanguardia: in questa ultima parte della mostra siamo ormai arrivati, dal punto di vista cronologico, alle artiste attive nei primi trent’anni del Novecento.

La mostra si conclude con la famosa scultura di Vera Mukhina “L’operaio e la kolkoziana” (vedi immagine), creata per il padiglione dell’URSS all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi, poi trasferita a Mosca e diventata il simbolo del Paese.