Home cittadinanza attiva La risposta della Commissione Europea al comitato “Noi Denunceremo”

La risposta della Commissione Europea al comitato “Noi Denunceremo”

Noi Denunceremo
Una rappresentanza del Comitato - Fonte Foto Agi

La commissione europea ha risposto alla lettera che il comitato “Noi Denunceremo” – che riunisce i parenti delle vittime del covid della zona compresa tra Bergamo e Brescia – aveva scritto chiedendo un pronunciamento e una supervisione sull’inchiesta che la Procura di Bergamo sta portando avanti sulla condotta della Regione in queste zone.

Al centro dell’inchiesta ci sono la gestione del pronto soccorso di Alzano Lombardo, dove si era registrato il primo caso di covid e la mancata istituzione della zona rossa nei centri di Alzano e Nembro.
La lettera era stata scritta e inviata lo scorso mese di luglio, da parte di 36 firmatari del comitato, sia alla Commissione sia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nella risposta arrivata dalla Commissione, a firma di Wolfgang Philip, direttore generale dell’Unità di Sicurezza alimentare e sanitaria si legge: “La Commissione Europea non può intervenire nell’ambito della salute pubblica che è di competenza dei Paesi, né in quello dei diritti fondamentali.
Circa la vostra richiesta di supervisionare le indagini in Lombardia, sono spiacente di informarvi che la Commissione Europea non può accogliere la vostra istanza. In base al Trattato dell’Unione Europea, la Commissione non può intervenire nei casi di diritto penale, civile o amministrativo prima delle Corti nazionali o di altre autorità nazionali”.

La Procura, in particolare, sta cercando di fare luce su due delibere approvate nei mesi critici della crisi: quella datata 8 marzo, che permetteva agli ospedali di trasferire nelle case di riposo persone positive in fase di guarigione, e quella datata 23 marzo che, a detta del comitato Noi denunceremo avrebbe impedito ai medici di base di effettuare visite sui pazienti gravando ancora di più sugli ospedali.

La Commissione ha poi ribadito di aver svolto una missione congiunta insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanita, nei mesi di febbraio e marzo per dare indicazioni alle autorità italiane in materia epidemiologica e di sorveglianza, per la gestione clinica dei casi, la prevenzione e il controllo delle infezioni.