Un cantiere che parla del nostro domani, più che del presente: da lunedì 2 marzo 2026 il parcheggio di via del Molino cambia pelle, con un intervento che toglie asfalto dove non serve e restituisce respiro al suolo, all’acqua, a chi passa di lì ogni giorno.
L’Amministrazione Comunale lo ha confermato: sono iniziati i lavori di deimpermeabilizzazione e riqualificazione del parcheggio di via del Molino. Le transenne sono comparse all’alba. Il rumore delle fresatrici ha spezzato la routine dei pendolari. Chi parcheggia qui lo sa: dopo un temporale le pozzanghere restano per ore e le strisce scompaiono sotto un velo grigio. L’obiettivo è semplice e, allo stesso tempo, ambizioso: far scorrere l’acqua piovana dove deve andare, nel terreno, non in strada.
Cosa cambierà in concreto? L’intervento rimuove porzioni di asfalto e le sostituisce con superfici più “amiche” dell’acqua: aiuole, filari, aree in ghiaia stabilizzata e, dove necessario, pavimentazione drenante. Non parliamo di estetica, ma di funzione. Meno impermeabile vuol dire meno allagamenti, meno caldo che risale dalla superficie in estate, più verde urbano a mitigare l’aria. ISPRA lo ricorda da anni: in Italia consumiamo oltre 2 metri quadrati di suolo al secondo; ogni metro che torna a respirare conta davvero.
Cosa cambia nel parcheggio (e perché conta)
Il progetto prevede nuovi punti d’ombra con alberi adatti all’ambiente urbano e sedute integrate, così chi aspetta o fa due passi non resta al sole a luglio. La rimodulazione dei posti auto serve a ridurre i colli di bottiglia nelle ore di punta e a migliorare la sicurezza delle manovre. È prevista anche una segnaletica più chiara per i percorsi pedonali e, dove lo spazio lo consente, un corridoio protetto per la mobilità dolce.
L’idea forte emerge a metà cantiere, quando si vedono le prime “isole verdi” al posto dell’asfalto: non è solo un parcheggio rinnovato, è un pezzo di città che cambia mentalità. L’acqua non è un problema da cacciare via, ma una risorsa da gestire. Le superfici drenanti, in condizioni ordinarie, riducono nettamente il deflusso. E quando arriva un nubifragio, trovare suolo libero aiuta le reti di smaltimento a non andare subito in crisi. È successo ovunque, negli ultimi anni: piogge brevi ma intense mettono sotto stress i quartieri più asfaltati.
Tempi, disagi e trasparenza
Il Comune ha avviato i lavori il 2 marzo. Ad oggi, non risultano comunicati pubblici con una data di fine certa o il numero esatto di posti temporaneamente indisponibili. Nelle prossime settimane si prevedono restringimenti, accessi riorganizzati e possibili deviazioni per i pedoni. Seguire la cartellonistica di cantiere resta il modo migliore per evitare giri a vuoto. È utile, se potete, scegliere orari leggermente sfalsati o provare i parcheggi vicini: un piccolo gesto che fa scorrere meglio tutto.
Chi frequenta via del Molino ricorda bene l’odore di pioggia che sale dall’asfalto e le scarpe che inevitabilmente si bagnano nella striscia d’acqua accanto al marciapiede. Tra qualche mese, quell’immagine potrebbe cambiare. Più ombra, meno calore che ribolle, un suolo che trattiene un po’ d’acqua in più. Non è un miracolo, è manutenzione intelligente. Ed è anche un invito: se partiamo da un parcheggio, fin dove possiamo spingerci? Forse la risposta è già lì, nella prima zolla che si vede spuntare dal grigio.




