Primo Soccorso Pediatrico e Disostruzione: Guida Essenziale per Genitori

Una scena comune: un pezzo di mela che “va di traverso”, la stanza si ferma, il cuore corre. Questo è il momento in cui ogni genitore capisce quanto sia preziosa la calma, e quanto conti sapere cosa fare, subito, con gesti semplici e sicuri.

Capita in cucina, a una festa, sul seggiolino in auto. Il rumore allegro, poi silenzio. Un bambino che non riesce a tossire. È lì che la mente cerca un appiglio. Non serve essere eroi: serve preparazione. Il primo soccorso pediatrico non è un mondo tecnico lontano. È una manciata di manovre chiare, poche priorità, e un numero in rubrica: 112, il Numero Unico di emergenza.

Il soffocamento è tra le principali cause di incidente grave nei più piccoli, soprattutto sotto l’anno. Le cifre precise variano per anno e fonte, ma il dato che conta è questo: prevenire si può, intervenire anche. La differenza è tutta nei primi minuti. L’ho visto succedere a una festa di compleanno: un acino d’uva, un attimo di panico, poi una nonna che aveva fatto un corso. Cinque colpi dati bene, il pianto che torna come musica. Nessuna magia. Solo pratica.

E una cosa va detta senza giri di parole: queste righe non sostituiscono un corso. Sono una guida per orientarti. In emergenza, chiama subito il 112 e segui le indicazioni dell’operatore.

Quando il bambino tossisce o non respira: cosa fare

Se tossisce, piange, respira: è probabile un’ostruzione parziale. Rassicuralo. Tienilo in posizione seduta, invitalo a tossire. Non infilare le dita in bocca. Osserva. Chiama aiuto se i segnali peggiorano.

Se non tossisce, non piange, fa fatica a respirare o cambia colore: ostruzione completa. Chiama il 112. Per il lattante (sotto 1 anno): 5 pacche vigorose tra le scapole con il bimbo a pancia in giù, poi 5 compressioni sul torace, al centro, con due dita, a ritmo costante. Per il bambino (sopra 1 anno): 5 colpi dorsali tra le scapole, poi 5 spinte addominali (manovra tipo Heimlich), alternando finché l’oggetto non esce o il bambino non riprende a respirare. Nel lattante non usare spinte addominali.

Se perde coscienza o non respira: inizia la RCP. Metti il bambino su una superficie rigida, comprimi il torace ritmicamente e segui le istruzioni dell’operatore. Se sei formato, aggiungi ventilazioni. Continua fino all’arrivo dei soccorsi.

Sono gesti che richiedono pratica. Le linee guida internazionali aggiornano i dettagli con regolarità, ma i principi restano: sicurezza della scena, chiamata precoce al 112, manovre di disostruzione pronte, RCP se serve.

Prevenzione che funziona in casa e fuori

Taglia cibi rotondi (uva, wurstel, mozzarelline) in pezzi piccoli e non tondi; per i più piccoli, a bastoncino lungo e sottile.

Evita noci, popcorn, caramelle dure prima dei 4 anni o finché non masticano bene.

Seduti quando si mangia. Niente corse con il boccone in bocca.

Controlla i giochi: pezzi piccoli e palline devono restare fuori portata sotto i 3 anni. Occhio alle batterie a bottone: se mancano all’appello, vai subito in emergenza.

Tieni in vista il numero 112 e indica l’indirizzo di casa vicino al telefono.

Fai un corso di primo soccorso pediatrico e disostruzione. Due ore cambiano il modo in cui vivi il quotidiano.

Non c’è genitore che non abbia tremato almeno una volta. Ma quelle mani possono diventare ferme. È un allenamento gentile, che si fa prima, quando tutto va bene. Stasera, mentre sparecchi, prova a chiederti: se servisse, dove sono la mia calma, il mio 112, le mie manovre? La risposta, piano piano, arriva. E cambia tutto.

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