Presentazione del Nuovo Libro ‘Il Diritto dei Pesci’ alla Scuola Media di Via Verdi 2, Noviglio

Una scala, un corridoio luminoso, poi la porta che si apre sulla sala polifunzionale: a Noviglio, la presentazione di “Il Diritto dei Pesci” ha riunito voci diverse e curiosità vere, quelle che impari solo quando la scuola diventa un luogo vivo, non un semplice edificio.

La sala polifunzionale al primo piano della Scuola media di via Verdi 2 a Noviglio ha ospitato la presentazione del nuovo libro “Il Diritto dei Pesci”. Un titolo che spiazza. Che fa sorridere. E che costringe a fermarsi un attimo prima di dire “ho capito”. L’appuntamento ha messo al centro la lettura. E ha dato spazio a una comunità che riconosce nella scuola uno snodo culturale, non solo un orario.

All’ingresso, facce note. Insegnanti, studenti, qualche genitore. In un comune di poco più di quattromila abitanti, queste occasioni pesano più del previsto. Non è un dettaglio. Da anni, le indagini nazionali mostrano che in Italia meno di quattro persone su dieci leggono almeno un libro all’anno, ma tra gli 11 e i 14 anni la quota supera il 50%. Incontri come questo aiutano a far scattare la scintilla. Non servono slogan. Serve vedere un libro da vicino, sentirlo parlare.

A metà serata, il nodo arriva. “Il Diritto dei Pesci” non è un vezzo. È una proposta. Senza anticipare la trama, il titolo apre un varco: e se provassimo a guardare ai “diritti” dal punto di vista di chi non parla la nostra lingua? Natura, fiumi, mari. O, più in piccolo, il rispetto dei tempi, degli spazi, degli equilibri. Il discorso, in sala, si è mosso lì. Con parole semplici. Con esempi che toccano la vita di tutti i giorni: l’acqua che sprechiamo, il piatto di pesce che diamo per scontato, le regole che non vediamo ma che tengono insieme una classe, un paese, un ecosistema.

Perché conta presentare libri a scuola

Perché la scuola è una palestra di cittadinanza. Qui gli studenti fanno domande che gli adulti hanno smesso di fare. Qui un autore (o chi introduce il volume) può raccontare come nasce un’idea. Senza tecnicismi. Con l’onestà di chi ammette che ogni libro è un lavoro collettivo: scrittura, revisione, confronto. Le ricerche sull’educazione alla lettura segnalano un dato semplice e verificabile: incontrare storie e autori dal vivo aumenta la motivazione, migliora le competenze linguistiche, allena l’ascolto. Vale ovunque. Vale anche qui, in via Verdi 2.

Una comunità che si riconosce

La presentazione ha mostrato un’altra cosa: la comunità funziona quando crea occasioni accessibili. Una sala raggiungibile, orari inclusivi, linguaggio chiaro. Piccoli dettagli, grande effetto. È la differenza tra un evento “per pochi” e un appuntamento che lascia traccia. A Noviglio, come in molti centri dell’area milanese, la scuola è la prima infrastruttura culturale. La sala polifunzionale lo dimostra: sedie vicine, microfono condiviso, pausa per il respiro. È una forma di democrazia gentile.

Ci sono cose che non sappiamo e va detto. Non è stata comunicata, al momento, una data di uscita in altre città, né informazioni ufficiali su eventuali traduzioni. Ma l’interesse c’è. E il titolo resta in testa più delle etichette: “diritto” e “pesci” nella stessa frase mettono in discussione abitudini consolidate. È il bello dei libri che non cercano di chiudere tutto, ma di aprire un varco.

Uscendo, la sera era pulita. Pensavo alle alunne e agli alunni che domani rientreranno in classe con una domanda in più. La porto a casa anch’io: se dessimo voce all’acqua che scorre sotto i ponti, cosa ci chiederebbe con urgenza, oggi? In fondo, comincia così ogni buona presentazione del libro: con una domanda che non smette di lavorarti dentro.