Immagina una mattina limpida, il rumore delle scarpe sulla ghiaia, una pinza in mano e una busta che si riempie: non di “spazzatura”, ma di futuro. Il 7 marzo 2026 il nostro territorio fa spazio all’aria pulita. E, per una volta, ci siamo tutti.
C’è un gesto che pesa poco e vale molto. Lo fai in silenzio. Lo vedi cambiare le cose subito. Parlo della raccolta sul campo. Parlo di noi. Quando togli una bottiglia dal fosso, riprendi un pezzo di ambiente. È pratico. È concreto. È contagioso.
Perché conta davvero
Il Mediterraneo trattiene più plastica di quanto pensiamo. Le stime parlano di centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno. Sulle nostre spiagge, le indagini più recenti registrano in media oltre 700 oggetti ogni 100 metri. Sono numeri verificabili. Non sono un destino.
Le microplastiche entrano nei pesci che mangiamo e nel suolo che coltiviamo. Le trovi anche nei fiumi di pianura dopo ogni piena. Intanto, il riciclo dei soli imballaggi cresce, ma non basta. Ridurre, riusare, differenziare resta decisivo. Un’uscita collettiva fa tre cose insieme: toglie rifiuti, educa chi guarda, unisce la comunità.
Ed eccolo, il punto: sabato 7 marzo 2026 diamo gambe a tutto questo con Plasticfree. È una mattinata di pulizia diffusa. È aperta a tutti. Non serve esperienza. Bastano scarpe chiuse, guanti, una borraccia, voglia di stare all’aperto. I dettagli operativi (punto di ritrovo, orari, aree) verranno pubblicati sui canali ufficiali: controllali prima di uscire. Se non trovi informazioni, chiedi: non improvvisare.
Una nota personale. In un’uscita passata ho raccolto un flacone con un’etichetta scolorita di vent’anni fa. L’ho tenuto in mano un momento. Puzzava di tempo. Mi ha ricordato che la plastica non sparisce. Aspetta solo che qualcuno la prenda.
Come partecipare in modo utile e sicuro
Iscriviti se richiesto. Gli organizzatori stimano i volontari e preparano i materiali. Porta guanti resistenti e, se puoi, una pinza. Meglio occhiali protettivi. Niente sandali. Segui le indicazioni sul conferimento. Separa vetro, metalli, indifferenziato. La parte riciclabile segue filiere tracciate; il resto va in impianti idonei. Se un oggetto è dubbio, chiedi. Non forzare. Non toccare siringhe o rifiuti sanitari. Segnala a un referente. Vale lo stesso per carcasse o materiali potenzialmente pericolosi. Bambini e ragazzi partecipano solo con adulti. Spiega cosa fate e perché. La cura nasce dalle parole semplici. Evita di spostarti fuori area. La sicurezza viene prima del bottino di sacchi.
Cosa cambia davvero? In poche ore, una squadra media rimuove decine di chili di rifiuti lungo un argine o in un parco. A fine giornata, l’area respira. Le persone che passano guardano, chiedono, a volte si uniscono. È così che una città si riconosce e diventa più civile.
Non abbiamo soluzioni magiche, ma abbiamo abitudini nuove. Meno usa e getta, più riuso, scelte d’acquisto chiare, attenzione alla raccolta differenziata. E poi questi momenti. Brevi. Potenti. Condivisi.
Il 7 marzo ci vediamo lì. Porta chi puoi. Magari, tornando a casa, noterai quel vialetto senza mozziconi e quella riva senza buste. Forse penserai: “Era già tutto qui, aspettava solo mani”. E tu, da dove cominci?




