Una fila all’anagrafe, il fruscio del cartoncino verde nel portafoglio, il timbro che macchia appena: dettagli minuscoli che raccontano un’epoca. Ora quella sensazione familiare scivola piano verso il passato. Entra in scena una tessera lucida, un chip invisibile e un gesto al telefono che apre porte prima lente.
Fine dell’era cartacea: dal 2026 solo carte d’identità elettroniche, secondo il ministero dell’interno
Non è solo burocrazia. È un cambio di ritmo. C’è chi ha ancora la foto in bianco e nero, scattata in fretta dal fotografo del quartiere. C’è chi attende il proprio turno all’ufficio anagrafe e ripete mentalmente i documenti da avere con sé. In mezzo, un Paese che corre, inciampa, riparte. E che aggiorna anche il proprio modo di dire: “documenti, prego”.
A metà del 2025, la notizia inizia a circolare. Con la Circolare n. 76 del 13 ottobre 2025, il Ministero dell’Interno ha indicato una data: dal 3 agosto 2026 finisce l’era della carta e resta la sola Carta d’Identità Elettronica. Lo segnaliamo con cautela: il testo ufficiale non è qui consultabile direttamente, e alcuni dettagli operativi possono ancora cambiare. Ma la direzione è chiara. E riguarda tutti.
Cosa cambia per cittadini e comuni
La CIE non è solo plastica. Ha un microchip NFC, dati anagrafici, foto, e misure di sicurezza che riducono le frodi. Funziona come documento di viaggio in UE e Paesi Schengen, come la vecchia carta. In più sblocca i servizi online: con l’app CieID e il PIN/PUK accedi ai portali della PA, spesso dove prima usavi SPID.
Cosa aspettarsi, in pratica: Richiesta in Comune, con appuntamento. Foto, codice fiscale, vecchio documento. Per i minori servono i genitori. Tempi medi di rilascio: in genere 6-10 giorni lavorativi, con invio a casa o ritiro in Comune. Costo: una quota statale più diritti comunali. L’importo varia da Comune a Comune, di solito intorno ai 20-28 euro. Validità: 10 anni per maggiorenni; 5 anni tra 3 e 18 anni; 3 anni sotto i 3 anni.
Le carte cartacee già in tasca? Di regola restano valide fino a scadenza, salvo diverse indicazioni ufficiali. Se vivi in un piccolo Comune, prepara per tempo l’appuntamento: l’afflusso potrebbe crescere nei mesi prima del 2026. Per chi ha scarse competenze digitali, molti uffici attivano sportelli di assistenza dedicati.
Domande pratiche che ti stai già facendo
Devo muovermi subito? Se la tua carta scade nel 2026, sì: prenota con anticipo. Controlla orari e disponibilità sul portale prenotazioni del Ministero o sul sito del tuo Comune. Viaggio con la CIE come con la carta vecchia? Sì, in UE e Paesi che la accettano. Fuori UE serve il passaporto. Niente smartphone, come faccio? La CIE resta un documento fisico. Per l’accesso online puoi usare anche lettori NFC su PC o chiedere supporto ai punti di facilitazione digitale. E lo SPID? Continua a esistere. Molti servizi accettano sia CIE sia SPID. La scelta dipende da te e dal servizio.
Un aneddoto. A mia madre, allergica alle app, la CIE ha risolto una seccatura antica: il rinnovo della tessera sanitaria online. Due passaggi con il PIN e niente più code. Poi ha riposto la carta nel portafoglio, nello stesso scomparto della vecchia, come a dire: innovazione sì, ma con i miei tempi.
Per approfondire o prenotare, dai un’occhiata al portale ufficiale della CIE (cartaidentita.interno.gov.it) o al sistema di prenotazione nazionale. Informazioni semplici, passaggi chiari, avvisi in tempo reale. Meglio di un “torni domani”.
La verità è che la fine del documento cartaceo ci tocca anche nella memoria. Il rumore della perforatrice lascia il posto al beep del chip. È davvero un addio o solo un’altra tappa? Forse la scena più bella sarà questa: un agente che sorride, tu che avvicini la carta, un clic muto. E la sensazione che, per una volta, la tecnologia abbia scelto la strada più umana.



