Decoro Urbano e Sostenibilità: Lancia il Nuovo Servizio di Raccolta Abiti Usati in Collaborazione con Humana

Una città cambia quando cambiamo gesto. Un cappotto che non usi più non è un rifiuto: è una storia che può ripartire, un marciapiede più pulito, un respiro in più per l’ambiente. Qui entra in gioco una scelta semplice, concreta, che parla di noi e del posto in cui viviamo.

Nelle nostre strade si vede subito quando qualcosa funziona. Il marciapiede è in ordine. I cassonetti non traboccano. Il quartiere respira. Il tema del decoro urbano non è estetica fine a sé stessa. È rispetto. È cura. E passa anche da ciò che facciamo con gli abiti che non indossiamo più.

In Europa, ogni persona compra in media 26 kg di tessili l’anno e ne butta 11. Una parte minima torna davvero in circolo. Il resto finisce nell’indifferenziato. Spreco, costi, disordine. Qui la sostenibilità non è teoria. È una filiera che possiamo raddrizzare, partendo dal primo anello: il conferimento corretto.

Perché conta per la città

L’Italia ha anticipato l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili dal 2022. È una scelta che spinge l’economia circolare e riduce gli abbandoni. Ogni chilo riutilizzato evita nuova produzione e, secondo stime prudenti, risparmia fino a 3 kg di CO2. Significa strade più pulite e un impatto ambientale più basso. Significa dignità per i luoghi.

Ed ecco il punto. L’Amministrazione Comunale, in stretta collaborazione con Humana e con il gestore locale, avvia il nuovo servizio di raccolta abiti usati. È un tassello pratico, vicino alla vita di tutti i giorni. Funziona quando è semplice. E qui la semplicità è la regola.

Come funziona il servizio

Dove conferire: una rete di contenitori stradali dedicati, riconoscibili, accessibili h24 salvo diversa indicazione in loco. In alternativa, i centri di raccolta comunali. La mappa dei punti sarà disponibile sui canali ufficiali del Comune; se non la trovi ancora online, significa che è in pubblicazione.

Cosa inserire: abiti, scarpe abbinate e legate, borse, cinture, biancheria per la casa, tessili in buono stato. Anche capi rovinati ma puliti possono avere un destino utile nel riciclo.

Come prepararli: puliti, asciutti, in sacchi ben chiusi. Niente rifiuti indifferenziati, niente giocattoli rigidi, niente RAEE.

Cosa succede dopo: Humana seleziona i capi in piattaforme dedicate. La quota migliore torna al riuso tramite il second hand, in Italia e all’estero. Il resto va a riciclo tessile (panni industriali, imbottiture) e solo una frazione minima non recuperabile segue altre destinazioni autorizzate. In Italia Humana raccoglie ogni anno decine di migliaia di tonnellate di capi e sostiene progetti sociali e ambientali con i proventi del riutilizzo.

Una scena vera di quartiere: una signora appoggia una giacca nel sacco, trova nella tasca un biglietto del cinema. Sorride, poi richiude. Apre il contenitore, lascia andare pianissimo. Quel gesto ha due effetti. Libera spazio in casa. Libera la strada da accumuli casuali che attirano rifiuti e degrado. È sostenibilità urbana con le mani, non a parole.

Se ti chiedi “ma serve davvero?”, pensa alla scala. Un condominio che parte con buone pratiche cambia un isolato. Una rete di contenitori ben gestita cambia la città. E cambia il mercato: più capi di qualità in circolo, meno pressione su acqua, suolo, energia. Non abbiamo bisogno di numeri perfetti per cominciare. Abbiamo bisogno di un’abitudine chiara.

Il servizio inizia adesso. Il resto lo facciamo noi, sacco dopo sacco. Che immagine vuoi per il tuo marciapiede tra un mese? Un angolo pulito, silenzioso, e una fila di storie che ricominciano potrebbe essere un buon inizio.

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