In certe date il tempo rallenta. Ci fermiamo, ascoltiamo il silenzio, riconosciamo i nomi che hanno tenuto in piedi la nostra comunità. Il 26 febbraio, al cimitero, Castano sceglie di farlo insieme.
Commemorazione dei Tre Martiri Castanesi: Minuto di Silenzio il 26 Febbraio al Cimitero
C’è un gesto semplice che parla più di mille parole. Lo conosciamo tutti. Lo pratichiamo quando le parole non bastano. È il minuto di silenzio. Giovedì 26 febbraio, alle ore 16.25, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale si fermeranno al cimitero comunale. Lo faranno per ricordare i Tre Martiri Castanesi. Lo faranno davanti al luogo che custodisce la memoria di chi non torna, ma continua a dire chi siamo.
Non serve un grande apparato per sentire il significato. Serve esserci. Con rispetto. Con lucidità. Con un gesto misurato. L’orario è preciso, il luogo è noto. La ragione è chiara: onorare una ferita che è diventata radice.
Chi erano i Tre Martiri Castanesi
Il nome colpisce ancora oggi. “Tre martiri” dice perdita. “Castanesi” dice casa. Le memorie cittadine ricordano tre concittadini caduti in anni duri della nostra storia. I dettagli storici completi, con nomi e date, non sono stati diffusi nella comunicazione dell’ente per questa ricorrenza. In assenza di indicazioni ufficiali, è corretto non aggiungere ciò che non è certo. Conta però ciò che è verificabile: la città si ritrova al cimitero per un atto pubblico e sobrio; le istituzioni si assumono la responsabilità della memoria civica; la comunità può partecipare, in presenza o nel pensiero.
Un monumento o una lapide, in questi contesti, non sono arredo. Sono un patto. Dicono ai più giovani che la libertà si eredita, ma si cura. Dicono agli adulti che il filo tra passato e presente si spezza se smettiamo di tenderlo insieme. Non occorrono slogan. Bastano sessanta secondi di realtà, condivisi.
Perché fermarsi insieme, oggi
Un minuto sembra poco. È, invece, un tempo pieno. In quel minuto sospendiamo il rumore. Mettiamo in fila tre cose: gratitudine, responsabilità, futuro. È il linguaggio civile più inclusivo che abbiamo. Lo capisce chi ha dieci anni e chi ne ha novanta. Lo capisce chi al cimitero ci va spesso e chi non ci mette piede da mesi.
Secondo il cerimoniale delle istituzioni, il minuto di silenzio è un gesto ufficiale di lutto e rispetto. Ma resta soprattutto un gesto umano. Puoi partecipare così: arrivi qualche minuto prima, spegni lo smartphone, ti disponi in modo semplice. Se non puoi esserci, ti fermi dove sei. Alle 16.25, sul lavoro, in tram, a casa. Sessanta secondi bastano a tenere insieme distanza e presenza.
L’Amministrazione Comunale ha scelto un orario netto, un luogo essenziale, un rito senza fronzoli. Non risultano, al momento, ulteriori dettagli sulla cerimonia oltre al minuto di silenzio: è giusto saperlo e andare con lo spirito giusto. Il resto lo fa la città. Un fiore lasciato con discrezione. Un nome sussurrato. Un respiro condiviso.
Forse la memoria, alla fine, è questo: un paese che si ferma e lascia al vento l’ultima parola, tra i cipressi. Ci vediamo lì? Ognuno con il proprio silenzio. E con l’idea che da quel silenzio possa germogliare un domani un po’ più giusto per tutti.




