Gli italiani più ricchi d’Italia secondo Forbes: quanti sono i lombardi

Forbes stila la classifica degli uomini più ricchi d’Italia. Tanta Lombardia ma anche Piemonte: l’imprenditoria al nord la fa da padrone.

Forbes stila la graduatoria degli uomini più ricchi d’Italia. Qualche settimana fa lo aveva fatto con le donne, ora aggiusta il tiro anche per quanto concerne gli esempi maschili. Quel che più conta è che lo Stivale si conferma patrimonio di eccellenze economiche e imprenditoriali sia sul piano maschile che su quello femminile.

Milano Fashion Week Armani
Milano, al via la Fashion Week maschile (ANSA-MilanoCityRumors.it)

C’è ancora tanto da fare per quel che concerne il gender gap, ma i dati di quest’anno confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Una costante linea verso il successo più o meno sottile e lastricata di difficoltà, ma anche di tanta soddisfazione. Il più ricco d’Italia, al momento, è Giovanni Ferrero con un patrimonio stimato di 43 miliardi di dollari.

Forbes, i più ricchi d’Italia: Armani sul podio

L’imprenditore è la 26esima persona più ricca del mondo e la quarta più ricca d’Europa. Subito dopo c’è Andrea Pignataro, bolognese, con un patrimonio stimato pari a 40 miliardi di dollari. Subito dopo Giorgio Armani, il re della moda italiana si conquista ancora una volta un posto sul podio delle eccellenze. Ha detto di non essere ancora stanco, fin quando avrà idee e possibilità il suo business sarà fiorente.

Giorgio Armani
Giorgio Armani fra i più ricchi d’Italia (MilanoCityRumors.it)

Questa situazione, per la Lombardia e per il nord in generale, è stata una manna dal cielo. La ricchezza va a braccetto con le possibilità, ma la vera sfida per Forbes è far emancipare il sud e ampliare il centro. Milano trionfa, ma è un punto di partenza. La vera conferma arriverà quando lo Stivale, anche sul piano degli affari, sarà più omogeneo.

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Anche per merito dell’espansione di nuove start-up. Quel che vorrebbe fare Armani, intenzionato a favorire i giovani per un passaggio di testimone che un giorno – ancora lontano – diverrà obbligatorio. L’usura del tempo, però, non cancella la visione d’insieme: il senso degli affari non morirà mai. Esattamente come il business che lo caratterizza.

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