Sono state tante le persone che si sono recate al parco di via Dezza per rispondere alla crudeltà di una persona che ha insultato la memoria del bimbo
Una storia che ha riempito il cuore e la mente di ogni milanese. Quello che è successo e sta succedendo al campo di basket di via Dezza è una delle storie più belle che si potesse vivere e raccontare nei giorni nostri. Una parete di girasoli, tanti, che riempiono il campetto da basket di via Dezza per ricordare Alessandro Meszely e i suoi genitori, Laura e Giorgio che non hanno mai smesso di pensarci, con un semplice e bellissimo gesto.

Sono giorni che le persone non fanno che andare lì e mettere il loro girasole per il piccolo Ale, un ragazzo di 15 anni che nel 2017 mentre stava giocando con i suoi amici ha avuto un malore e se ne è andato per sempre. Ogni giorno la sua mamma metteva un fiore, un girasole, il preferito del ragazzo per omaggiarlo e ricordarla, ma nell’ultimo periodo quel fiore veniva strappato via. La mamma non ha desistito e lo metteva lo stesso.
Una persona non ha capito il gesto d’amore e ha tentato di infangarlo, strappando non solo il fiore ma scrivendo un qualcosa che non è umano, ovvero che se ognuno mettesse un fiore per ricordare un morto, MIlano sarebbe una pattumiera. Una storia che è stata diffusa e raccontata, talmente tanto che la risposta arrivata è stata toccante e meravigliosa.
Tanti i campioni presenti con i genitori di Ale
Da qualche giorno non c’è un momento dove non passa nessuno a Via Dezza per mettere un fiore, una montagna di girasoli. Ed è anche per questo che c’è stata la manifestazione a cui hanno partecipato, non solo le persone di tutti i giorni, ma anche volti famosi e campioni del basket, da Sandro Gamba, lo storico ct della nazionale a Davide Pessina, a Pierluigi Marzorati. Una lunga fila di partecipanti. E tutti si sono stretti attorno ai genitori del piccolo Alessandro.
Perfino personaggi politici del comune di Milano si sono presentati proprio per manifestare il loro dissenso e disprezzo nei confronti di una persona che in questi giorni è diventata piccola piccola, ma anche avuto il merito, suo malgrado, di aver fatto capire e vedere cosa è capace di fare una città come Milano.

“Milano ha dimostrato di avere un cuore”, ha detto la madre, Laura Scolari. Il padre di Alessandro, Giorgio Meszely ha sottolineato come il girasole “sia diventato un simbolo. Spero che quest’onda gialla possa propagarsi per tanto tempo”.
Nessuna risposta dai genitori per chi ha compiuto il gesto di strappare il girasole. “Se volesse venire qui, gli offrirei un caffè. Sicuramente c’è della curiosità in me. Ma temo di sapere cosa risponderebbe. Ma è solo curiosità, ora sono concentrato su questa onda gialla. Non mi focalizzo su quella persona. Il girasole rappresenta la luce. Quel gesto rappresenta il buio”





