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Protesta dei ristoratori milanesi: una nuova iniziativa

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Dall’ultimo lockdown da zona rossa in Lombardia sono state diverse le proteste portate avanti dai ristoratori milanesi in opposizione alle restrizioni imposte nonostante il ritorno in zona gialla.

Non senza conseguenze come hanno registrato le ultime dimostrazioni con tanto di locali aperti oltre l’orario consentito e corollario di multe per violazione dei divieti.

In questo filone si inserisce la protesta del “Comitato a difesa delle partite Iva” che ha raccolto circa un migliaio di imprenditori, tra cui molti ristoratori, e si prepara a una nuova manifestazione di dissenso: l’apertura di un locale con cucina messicana per cena, in zona Sempione, dalle 18:00 alle 22:00 di domenica 14 febbraio.
“Una serata che potrebbe cambiare la storia assurda delle chiusure dei ristoranti” , così ha definito l’iniziativa Paolo Polli, tra i promotori del comitato, al sito dell’AGI.

Di cosa si tratta?
Potrà cenare solo chi ha già un certificato di tampone negativo eseguito il giorno precedente alla prenotazione oppure chi si sottoporrà a un test covid, a carico del ristorante, effettuato da un loro medico nel gazebo fuori dal locale.
Sempre secondo Polli: “Sarà l’occasione per fare una richiesta ufficiale al Prefetto di darci gratuitamente i tamponi, con la speranza di un aiuto dalla Regione che è favorevole all’apertura serale.
In questo modo ne guadagneremmo tutti. Lo Stato risparmierebbe i ristori e noi potremmo lavorare e mantenere anche i nostri dipendenti e tutta la filiera. Inoltre avremmo più tamponi alla popolazione e quindi un miglior controllo dei contagiati”.

Va da sé che all’interno del locale saranno imposti il distanziamento previsto e l’uso della mascherina quando necessario.
Polli sa che l’iniziativa di domenica comporta una duplice violazione sia per l’apertura fuori orario sia perché per organizzare uno screening servono le autorizzazioni necessarie, ma ha aggiunto: “Sappiamo di rischiare multe e controlli, siamo pronti a tutto. Ma anche chi ci controlla lo faremo entrare solo se si sottopone al tampone”.