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Il Tar boccia la decisione regionale di mantenere chiuse le scuole superiori

didattica

Il Tar della Lombardia, con una decisione arrivata nella giornata di oggi, ha sospeso l’ordinanza regionale dello scorso 8 gennaio che imponeva la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori fino al 25 gennaio ammettendo, di fatto, una riapertura nei giorni 11-15 gennaio.

Quindi, almeno in linea teorica, le scuole potrebbero riaprire già nella giornata di venerdì 15 gennaio.
Sono molte però le problematiche di tipo organizzativo da risolvere in brevissimo tempo mentre sulla Regione grava l’esito del monitoraggio sanitario, sempre del venerdì, che potrebbe riportare la zona rossa con una nuova chiusura delle scuole. Di tutte le scuole, nello specifico.

Il comitato “A scuola” plaude alla decisione del Tar dopo che lo scorso 11 gennaio aveva depositato un ricorso contro il provvedimento regionale nel quale Fontana era accusato di aver esulato dai poteri che gli spettano impedendo il rientro graduale in classe come previsto inizialmente.

Le motivazioni addotte dal Tar sono state, invece, dettate da elementi di “contradditorietà” e “irragionevolezza” presenti nell’ordinanza e riscontrati nei seguenti ambiti:
– La scuola, secondo i giudici, non può essere considerata come luogo di assembramento tanto pericoloso da favorire la diffusione del covid;
– Lo status di zona arancione ha consentito la riapertura regolare degli esercizi commerciali e la libertà di circolazione in città e non si capisce come mai la scola ne sia stata esclusa;
– L’ordinanza ignora il lavoro dei tavoli prefettizi che avevano elaborato una serie di misure per contenere l’epidemia e che includevano ingressi scaglionati oltre al ricorso ai tamponi rapidi e al contact tracing per la sicurezza di studenti e docenti.

Per parte sua, la Regione ha fatto sapere che valuterà le osservazioni del Tar ma proporrà un reclamo appellandosi alla facoltà, offerta alle regioni, di adottare misure più restrittive di quelle previste dai vari Dpcm a livello nazionale.