Home Giustizia Roberto Maroni rinviato a giudizio per aver favorito l’assunzione di un’amica

Roberto Maroni rinviato a giudizio per aver favorito l’assunzione di un’amica

Maroni

L’ex governatore lombardo Roberto Maroni è stato rinviato a giudizio per aver favorito l’assunzione di una sua amica – l’architetto Giulia Capel Badino – nella società Infrastrutture Lombarde Spa.

Questo il contenuto del procedimento firmato dal gup Sara Cipolla su richiesta del pm Giovanni Polizzi che riporta l’accusa di induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.
Secondo questa ipotesi Maroni, forte del suo incarico politico, avrebbe fatto pressione sull’amministratore delegato della società Guido Bonomelli affinché ricorresse a un supporto tecnico specialistico nel progetto della Città della Salute. Anche Bonomelli risulta indagato per gli stessi reati ai quali si è aggiunto anche quello di falso.
La posizione di Capel Badino, invece, è stata stralciata dal procedimento.

Per Maroni si tratta di un secondo procedimento simile a quanto accaduto quando era Ministro dell’Interno. In quella circostanza, per la quale è stato condannato a un anno nel 2019, l’accusa era di aver favorito l’assunzione nella società Eupolis di un’altra sua ex-collaboratrice, Mara Carluccio.
La corte di Appello aveva poi riqualificato il reato di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente in turbata libertà degli incanti.
In un altro procedimento, invece, Maroni era stato assolto dall’accusa di induzione indebita riferita al tentativo di far inserire un’altra collaboratrice – Maria Grazia Paturzo – nella delegazione per un viaggio a Tokyo nel 2014 a spese di Expo.

La risposta di Maroni è arrivata dal suo profilo Facebook: “Sono stato rinviato a giudizio perché da Governatore avrei favorito l’assegnazione di una consulenza professionale da parte di ILSPA.
È falso: l’incarico fu assegnato dalla società regionale in data 27 aprile 2018, quando io da oltre due mesi non ero più il Governatore”.
“La società – ha aggiunto- agì dunque in piena autonomia, conferendo un affidamento diretto `sotto soglia´ in modo assolutamente regolare: per quel tipo di incarico la legge non prevede alcuna procedura di gara”.