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Occupazione in calo a Milano a causa del coronavirus

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I dati diffusi in questi giorni dalla Ggil e dall’Inps tracciano un quadro molto negativo della situazione occupazionale in Italia e nella nostra città dove, tra sospensione del lavoro e riduzione di orario, sono coinvolti circa ottocentomila lavoratori.
Nel solo mese di luglio, si può leggere nei report, un quarto delle ore di cassa integrazione ha interessato la Lombardia che guadagna così il poco lusinghiero primato nella classifica delle richieste regionali seguita dal Veneto.
Sul fronte dell’occupazione, per di più, le stime della Afol metropolitana, per i prossimi mesi, parlano di un aumento della disoccupazione stimato di cinque punti, il che porterebbe il dato percentuale a una media del 10-11%. Il problema riguarderà sia la perdita dell’impiego sia la difficoltà nella ricerca di una occupazione.

Per quanto riguarda la cassa integrazione, molte aziende del territorio hanno prorogato la chiusura ben oltre la rimozione del divieto facendo dunque ricorso alla cassa integrazione e bloccando ogni nuova assunzione.
I numeri raccontano che quella ordinaria è stata richiesta dal 43% delle aziende del settore metalmeccanico, seguite dal 16% dell’edilizia e delle costruzioni. La cassa in deroga ha invece riguardato un buon 40% del commercio al dettaglio e all’ingrosso e un 30% per professionisti, artisti, scuole private e istituti di vigilanza.

Tornando al tema dell’occupazione, invece, rispetto ai mesi di marzo e aprile del 2019, la percentuale dei nuovi assunti è scesa di un buon 33%. I settori più colpiti sono stati e rimangono le attività creative, artistiche e intrattenimento e la ristorazione anche se segnali negativi arrivano anche da informatica e software, prodotti e preparati farmaceutici.
Unica eccezione che ha registrato un leggero incremento di occupazione, e parliamo di un +1,7% è l’assistenza sanitaria.