Home Agricoltura Nubifragio, coltura del riso devastata nel Milanese e semine da rifare

Nubifragio, coltura del riso devastata nel Milanese e semine da rifare

Campi e cascine allagati, piantine di riso distrutte e semine da rifare. È il bilancio del violento nubifragio che si è abbattuto sul Milanese nelle ultime ore, causando anche l’esondazione del fiumi Seveso e Lambro e di alcuni canali. Lo rende noto la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza in base a un primo monitoraggio sul territorio.

In particolare – spiega la Coldiretti interprovinciale – a pagare le maggiori conseguenze del maltempo sono state le coltivazioni di riso nell’area del Parco Agricolo Sud Milano, proprio in questi giorni alle prese con le semine. “Avrei dovuto iniziare la semina in asciutta la prossima settimana – spiega Cesare Fedeli, risicoltore a Milano città – ma stamattina mi sono ritrovato con mezzo metro d’acqua sui campi. Un disastro, perché alla pioggia violenta si è aggiunta l’esondazione del canale che corre dietro la cascina. Ora bisognerà aspettare che l’acqua venga assorbita e poi che il terreno asciughi. Ritarderemo la semina di almeno una o due settimane”. Anche Cascina Battivacco, una delle più antiche strutture agricole milanesi, dove Fedeli vive con la famiglia, è stata sommersa dall’acqua dello scolmatore: “La casa, la bottega e la stalla – conferma – sono finite sotto almeno cinquanta centimetri d’acqua. E’ tutto allagato. Adesso mettiamo in salvo il possibile, mobili e prodotti agricoli del negozio compresi, poi faremo la conta dei danni”.

“I campi sono completamente pieni d’acqua – conferma Fabio Camisani, risicoltore a Gaggiano -. Io avevo già seminato: le piantine che hanno una decina di giorni dovrebbero riprendersi, ma le ultime semine quasi certamente andranno rifatte, perché sono state tutte rovinate”. Nella zona a Ovest di Milano e nell’Abbiatense – chiarisce la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza -, la tempesta d’acqua si è abbattuta anche sulle coltivazioni di mais senza gravi conseguenze, ma il timore degli agricoltori è che possano ripetersi nei prossimi giorni nuovi fenomeni meteorologici violenti. 

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.