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Stop ai colloqui con i parenti, rivolta a San Vittore

carceri

I disordini che stanno colpendo in tutta Italia i penitenziari, complice la sospensione dei colloqui con i parenti dei detenuti per via delle norme anti-coronavirus, non hanno risparmiato la struttura di San Vittore.

Alcuni dei detenuti sono saliti sui tetti per protesta, altri hanno dato vita a disordini nei reparti facendo scoppiare incendi e devastando un ambulatorio. Uno dei presenti all’interno del carcere ha ingerito una grossa quantità di metadone ed è stato salvato dall’intervento dei soccorritori.

La protesta è nata nel braccio in cui sono rinchiusi i detenuti che fanno parte del progetto “La Nave”, creato per dare un percorso di recupero attraverso diverse attività psicoterapeutiche e laboratori di vario genere, oltre a dodici ore al giorno di celle aperte.

Il pubblico ministero Alberto Nobili, responsabile dell’antiterrorismo milanese e il questore Sergio Bracco sono entrati nel carcere per trovare una soluzione.