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Roberto Pugliese, Concerto per Architettura

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La prima personale dell’artista fa parte del secondo appuntamento del ciclo Project Room della Fondazione Arnaldo Pomodoro, la quale mette a disposizione i propri spazi ad artisti per esporre al pubblico le ultime aspirazioni di sculture contemporanee.

Curata da Flavio Arensi la Project Room 2018 è sviluppata in tre atti così descritti dal curatore: “con i tre artisti coinvolti nelle Project Room 2018 intendiamo recuperare, attraverso il loro lavoro, l’idea di una coscienza allargata che non usa i mezzi più tradizionali della scultura ma ne ricerca i concetti più profondi attraverso la tecnologia e lo spazio”.

Il primo atto è stato dedicato alla personale di Donato Piccolo mentre il secondo atto vede protagonista l’artista napoletano Roberto Pugliese. Gli ambienti della Project Room ospiteranno Concerto per Architettura eseguito sotto forma di concerto registrato per tutta la durata della mostra attraverso un’installazione appositamente studiata dall’artista, affiancata da altre due sculture sonore: Score (2016) e Risonanti pressioni materiche (2014), in cui il suono composto da Pugliese viene emesso da una serie di piccole “trombe” poste una accanto all’altra.

Una scultura sonora che volteggerà negli spazi della Fondazione, attraverso “un allestimento minimale e rigoroso – spiega il curatore Flavio Arensi – l’opera di Roberto Pugliese chiede al visitatore di partecipare insieme allo spazio al sistema musicale; d’altronde, proprio il grande direttore d’orchestra romena Sergiu Celibidache non riusciva a far prescindere l’ascolto del componimento musicale dalle dinamiche umane ed esperienziali della platea teatrale”.

Inoltre: “questa sorta di intermezzo musicale fra il primo e l’ultimo atto, segna anche il punto estremo di una ricerca che fa della scultura un nuovo sistema linguistico, in cui lo spazio e il suono divengono valore intrinseco dell’opera. Il tema della scultura, dunque, oltrepassa il semplice schema luce-spazio-materia per entrare in un nuovo metodo semiotico in cui all’oggetto si unisce il suono. Se con Piccolo l’osservatore era chiamato a confrontarsi con le macchine-sculture, che imparavano a gestirsi attraverso il confronto con l’essere umano, con Pugliese si arriva ad affrontare la natura vibrazionale/frequenziale della materia”.