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Milano al quinto posto per qualità della vita

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La 23ma edizione del report sulla qualità della vita, elaborato da ItaliaOggi, Università La Sapienza di Roma e Cattolica Assicurazioni, ha assegnato a Milano il quinto posto.

I parametri utilizzati sono stati la qualità della vita – con la scelta delle opzioni buona, accettabile, scarsa e insufficiente – seguiti da affari e lavoro, ambiente, sicurezza, salute, istruzione e formazione, tempo libero, reddito e ricchezza.
Per Milano si tratta dunque di un risultato decisamente positivo se si considera che solo lo scorso anno si trovava al 45mo posto.

In linea generale, quasi tutte le città presenti nella parte alta della classifica hanno scalato diverse posizioni rispetto allo scorso anno. Un discorso che vale per la prima classificata, Parma, in precedenza al 39mo posto, così come per Trento, Bolzano e Bologna.
Questi risultati hanno una doppia chiave di lettura. Da un lato c’è la dimensione di “metropoli” che ha permesso di reggere meglio i contraccolpi, anche economici, della pandemia.
Dall’altro c’è una revisione tecnica del parametro Popolazione – che contiene le classifiche di densità demografica, emigranti, morti in percentuale, immigrati, istruzione, nati vivi in percentuale, e numero medio dei componenti della famiglia – che lo scorso anno aveva un punteggio maggiore rispetto agli altri.

Ai balzi in avanti sono però seguite anche diverse retrocessioni come quella della Capitale, scivolata al 54mo posto dal precedente 50mo e delle province di Como e Varese, tanto per restare in ambito lombardo.
Se lo sguardo si sposta al sud della penisola, invece, la situazione cambia di poco con l’unica eccezione di Crotone che scivola in fondo alla classifica scalzando Foggia e di Matera che ha avuto il piazzamento migliore.