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YellowSquare: la rivoluzione dell’ostello a Milano

ostello

Ha aperto lo scorso 20 agosto, la sede milanese della catena YellowSquare, un ostello di nuova generazione che si propone di diventare il punto di riferimento per la vita culturale di Porta Romana.

Situato in via Lattuada, tra il Teatro Parenti e i Bagni Misteriosi, la struttura è ospitata all’interno di due palazzine e conta 98 posti letto in dormitori misti e 29 camere private, ma anche tanti spazi comuni aperti al pubblico. Distribuiti su una superficie di 800 metri quadrati trovano spazio un bar aperto 7 giorni su 7, una grande sala eventi per incontri e musica dal vivo, un rilassante cortile privato, uno spazio co-working, un Dance Club sotterraneo, una grande cucina per pasti condivisi e cooking class, un hair-saloon e una Play Area dove cimentarsi con fitness, arti e danza.

Uno spazio che vuole essere sia fisico sia mentale e che si rivolge a un nuovo tipo di viaggiatore che è più esploratore che turista tradizionale.
La filosofia di questo ostello poggia su tre concetti: rispetto, inclusione e sostenibilità fin da quando i fratelli Fabio e Marco Coppola hanno aperto il primo YelloSquare a Roma, nelle vicinanze della Stazione Termini, nel 1999.

La sostenibilità si traduce nei servizi green 100% plastic-free del bar e della cucina e nella decorazione degli spazi. In ogni camera, infatti, gli ospiti troveranno dei murales di un animale italiano in via d’estinzione realizzati da uno street artist. Scansionando il QR posto vicino al disegno si avrà accesso a storie animate che lo vedono protagonista.

Ciò che rende il nuovo ostello tipicamente milanese è la presenza del tech-design in metallo dei mobili delle stanze e delle strutture negli spazi comuni e il richiamo alle guglie del Duomo stilizzate nell’arredamento e nelle luci della sala eventi.

“Credo che l’approccio aperto e informale di YellowSquare risponda al meglio alla voglia di ritorno alla condivisione di tutti i viaggiatori, dopo l’esperienza della pandemia”, ha commentato Fabio Coppola.
“E ci piace l’idea di ripartire da Milano – ha aggiunto Marco – , una città da sempre votata alla scoperta e alla curiosità. Per questo speriamo di diventare un punto di riferimento anche per il quartiere e per i milanesi”.