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Caso Eitan: le decisioni dopo l’udienza del 23 settembre

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a sinistra il nonno Shmuel Peleg- a destra la zia Aya Biran - fonte foto the italiantimes

Questa mattina, presso il tribunale di Tel Aviv, si è svolta, a porte chiuse, l’udienza che ha visto contrapporsi il ramo paterno e quello materno della famiglia del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone dello scorso maggio.

Il piccolo, affidato dopo una lunga degenza alla zia paterna Aya Biran è stato poi portato in Israele dal nonno materno Shmuel Peleg con un volo partito da Lugano.
Al termine dell’udienza, zia e nonno sono apparsi emotivamente provati e sono andati via senza rilasciare dichiarazioni. Sono stati i rispettivi avvocati a fornire qualche dettaglio sull’accaduto.

Intanto il giudice ha aggiornato l’udienza al prossimo 8 ottobre riservandosi di proseguire il dibattito anche nei tre giorni successivi. La seconda notizia riguarda il silenzio stampa chiesto da entrambe le famiglie con lo scopo di “difendere il piccolo Eitan e la sua sicurezza, la sua integrità e la sua tranquillità”. Il bambino quindi resta in Israele almeno fino alla prossima udienza.

Il piccolo, dopo il ricovero e il coma in ospedale, viveva in provincia di Pavia con la zia paterna e le sue cugine e avrebbe dovuto iniziare la prima elementare lo scorso 13 settembre. Era seguito da una psicologa e si muoveva con l’uso di un deambulatore.
Dopo il gesto del nonno, la Procura di Pavia ha iscritto lui e la sua ex moglie Ester nel registro degli indagati con l’accusa di sequestro di persona.