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Il nucleare agita il dibattito politico in Lombardia

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Il tema dell’energia ricavata dal nucleare torna ad animare il dibattito politico in Lombardia a seguito della posizione favorevole espressa sul tema dal segretario della Lega Matteo Salvini nel corso di una trasmissione radiofonica.

A riportare d’attualità il tema era stato il ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani che aveva parlato delle centrali di ultima generazione sulle quali stanno già investendo altri paesi europei.
Un tema caldo, quello dell’energia, se si pensa all’annuncio dei prossimi rincari in bolletta che potrebbero arrivare fino a sfiorare il 40%.

Sul tema si è quindi espresso anche il governatore Fontana: “L’attuale nucleare è sicuro e green, non emette alcun tipo di sostanza inquinante, per cui può e deve essere preso in considerazione, tenuto conto non solo del rincaro delle bollette, ma anche del fatto che dipendiamo in maniera preponderante nell’utilizzo dell’energia dall’estero”.
“Non è più – prosegue la sua riflessione – il nucleare di Chernobyl, bisogna avere il coraggio di spogliarci dalle ideologie e guardare alla realtà e al mondo che cambia e che è andato avanti con le tecnologie”.
Da qui la conclusione: “Perché dobbiamo a priori escludere una possibilità che risolverebbe grandi problemi per il nostro Paese?”.

Così come si è espresso Fontana lo hanno fatto anche i rappresentanti dell’opposizione in Consiglio Regionale. Il capo gruppo del M5S Massimo De Rosa si chiede: “Soprattutto spieghi quanto vale per lui e per la Lega il voto di quei milioni di italiani espressisi inequivocabilmente in maniera contraria attraverso non uno, ma due referendum“. Si fa riferimento alle consultazioni del 1987 e del 2011.

Il senatore lombardo del PD Franco Mirabelli, invece, si chiede: “Per curiosità e trasparenza, sarebbe utile che i lombardi potessero sapere dove esattamente Salvini propone di collocare la sua centrale”.