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Rassegna “So Jazz”: gli appuntamenti di settembre

jazz
da sinistra Dulbecco, Pache, Bavetta

La rassegna “So Jazz“, vetrina per i nuovi talenti di questo genere musicale, animerà le serate del mese di settembre con un ricco calendario di eventi.

Per venerdì 3 è prevista l’esibizione del trio del batterista australiano, naturalizzato italiano, Adam Pache che sarà affiancato sul palco da un ospite speciale, Andrea Dulbecco, vibrafonista e percussionista.

Il programma proporrà brani ispirati alle colonne sonore del cinema noir e alle registrazioni jazz degli anni Cinquanta con pezzi originali e alcune composizioni tratte dai repertori di Duke Ellington, Charles Mingus e Thelonious Monk.
Adam Pache è uno dei batteristi più interessanti della sua generazione e vanta collaborazioni con diversi esponenti della scena musicale contemporanea. Con lui si esibisce la giovane promessa, nata nel 1997, Carlo Bavetta in veste di bassista e contrabbassista.
L’ospite della serata, Dulbecco, è un componente storico dell’ensemble di musica contemporanea Sentieri Selvaggi e svolge un’intensa attività anche in ambito jazzistico.

I prossimi appuntamenti della rassegna si terranno:
– venerdì 10 settembre: la formazione guidata dal pianista Luigi Urtis (con Margherita Carbonell al contrabbasso e Marco Falcon alla batteria), che reinterpreterà alcuni standard del songbook americano e brani del repertorio bebop e hard bop;

Luigi Urtis

– venerdì 17 settembre: sarà la volta del clarinettista e compositore Federico Calcagno con il suo Standards trio composto anche dal contrabbassista Stefano Zambon e dalla batterista Francesca Remigi che si esibirà insieme a Simone Baron, eclettica fisarmonicista italoamericana;

– venerdì 24 settembre: in scena il trio del pianista Diego Albini, finalista proprio quest’anno del Concorso nazionale Chicco Bettinardi riservato alle nuove promesse del jazz italiano con Enrico Palmieri (contrabbasso) e Pasquale Fiore (batteria). Il repertorio spazierà da standard della tradizione jazzistica a brani di compositori più moderni.

Diego Albini