Home Città Metropolitana Nubifragio a Milano: forti piogge e grandine

Nubifragio a Milano: forti piogge e grandine

maltempo

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16:00 un violento nubifragio si è abbattuto sulla città e sull’hinterland di Milano.

La Protezione civile aveva già diramato l’allerta arancione per fenomeni di forte intensità che poi si sono verificati con modalità diversa a seconda delle zone. I primi effetti del maltempo si sono fatti sentire sul traffico ferroviario con disagi sulle tratte Milano-Varese e Milano-Novara.

Ma è stata soprattutto la zona sud a registrare i danni maggiori per il nubifragio. Gli abitanti hanno raccontato di un cielo che si è fatto così scuro che sembrava quasi notte poi accompagnato da forti piogge.
Situazione peggiore nell’hinterland e in particolare a Rozzano sulla quale si è abbattuta una grandinata che ha distrutto i vetri di diverse auto parcheggiate fuori da un centro commerciale come hanno testimoniato anche i numerosi filmati postati sui social.

I fiumi Seveso e Lambro sono stati oggetto di un monitorati costante da parte degli addetti comunali e degli uomini della Protezione civile.
L’allerta meteo era stata poi estesa anche alla giornata di oggi con una nota che accennava a possibili trombe d’aria legate al passaggio delle “celle temporalesche”.

Situazione simile anche a Pavia, Bergamo e nel Varesotto dove sono state chiuse alcune strade per la caduta di alberi. In particolare la provinciale 43 è stata chiusa per la grandine e la caduta di un albero che ha colpito un camioncino in transito. I comuni più colpiti sono stati Sesto Calende, Besozzo, Travedona Monate, Osmate, Cassano Valcuvia e Grantola. Nonostante la violenza dei fenomeni atmosferici non si sono registrati feriti.

Coldiretti ha stimato i danni maggiori del nubifragio nella bergamasca dove pioggia e grandine si sono abbattute sui vigneti compromettendone il raccolto, le serre sono state sfondate e le verdura sono state ammaccate, nei campi di mais diverse piante si sonoo spezzate e si contano danni alle abitazioni rurali. Stesso scenario nei campi di riso del Pavese, e alle produzioni nell’alto Cremasco, in Valtellina e nel Varesotto.