Home Economia L’assemblea di Assolombarda del 01 luglio

L’assemblea di Assolombarda del 01 luglio

Assolombarda

Nella giornata di ieri si è svolta l’assemblea generale di Assolombarda nel padiglione di Sesto San Giovanni che ospitava il Treno Laminatoio ai tempi d’oro delle acciaierie Falck.

Una scelta non dettata dal caso dato che il fondatore di queste industrie è stato il primo presidente dell’associazione nel dopoguerra e proprio nel corso dell’assemblea del 1946 aveva esortato lo Stato a investire in opere pubbliche per far ripartire il paese, salvare le aziende e garantire l’occupazione.

Seguendo questo stesso spirito, l’attuale presidente Alessandro Spada ha costruito il suo intervento intorno al concetto di rigenerazione: “Oggi abbiamo l’opportunità e le risorse-ben 235 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-per avviare una vera e propria RIGENERAZIONE: rigenerazione economica, rigenerazione sociale, rigenerazione politica e rigenerazione urbana”.

Partendo dal presupposto che “Il nostro Dna è trasformare le crisi in opportunità” occorre che “Al Governo devono essere dati il tempo e il sostegno necessari per realizzare questo imponente lavoro di riforme. Sarebbe sconsiderato qualsiasi tentativo di fare deragliare un Governo che, grazie al Presidente Mario Draghi, gode in Europa di prestigio e autorevolezza”.
Da qui il ruolo della Politica che dovrebbe, a sua volta, subire un processo di rigenerazione perché, spiega Spada: “Abbiamo bisogno di politica. Abbiamo bisogno di quella politica capace di visione, capace di mediazione tra interessi, capace di costruire – nel rispetto delle differenze – coesione sociale e senso di appartenenza”.

Il discorso si sposta quindi sulla congiuntura economica che, secondo i dati di Istat e Banca d’Italia dovrebbe prevedere una crescita tra il 4,4 e il 4,7% nel solo 2021, segno che la filiera ha retto l’urto della pandemia. Nonostante una flessione dell’export che si aggira intorno al 10% la manifattura è in crescita dell’8%.
Per quanto riguarda il territorio, sono state le province di Lodi con l’industria elettronica e alimentare e Monza ad avere una tenuta maggiore in Regione. Pavia la provincia che sofferto di più perché la crisi ha pesato sui suoi settori di punta, moda, calzaturiero e meccanica. In sofferenza anche il capoluogo lombardo dove prevale il terziario che comprende i settori di moda e turismo.

Da qui la necessità di “Mettere in campo una nuova capacità progettuale, che abbia come orizzonte l’area metropolitana nel suo complesso e che faccia perno su una rinnovata collaborazione fra pubblico e privato, per realizzare le grandi transizioni della nostra economia, quella “green” e quella digitale”.

A questo proposito Spada cita i grandi progetti che dovrebbero rappresentare un’occasione per attirare nuovi talenti e nuovi investitori a partire dal polo della salute che nascerà proprio nell’area ex Falck e comprenderà l’Istituto dei tumori, il Besta e un nuovo polo del San Raffaele. Ma ci sono anche il nuovo centro di produzione Rai, l’ipotesi del tribunale unificato dei brevetti dell’Unione Europea, l’assegnazione dell’autorità europea antiriciclaggio, le strutture e infrastrutture da realizzare per le Olimpiadi e il nuovo Stadio.

Il discorso si sposta quindi sul mondo del lavoro per rilevare che, fra gennaio e marzo 2021, il calo degli occupati è stimato in 193mila unità con un tasso di occupazione al 21% nella fascia 14-24 anni e un tasso di occupazione femminile che perde lo 0,7%, in contrasto con il dato generale nazionale. Su questo fronte, a detta di Spada: “Vogliamo regole intelligenti e vorremmo che si consolidasse il metodo del confronto continuo con le parti sociali. […] Noi imprenditori, in questo momento,abbiamo il problema di qualificare le persone. La soluzione sta nell’accelerare sulla riforma degli ammortizzatori sociali, delle politiche attive e della formazione professionale:i veri punti nodali per garantire l’occupabilità delle persone”.

Nell’immediato, ha continuato, ci sono tre ostacoli alla ripresa: il debito delle imprese dovuto alla pandemia, il rincaro delle materie prime e le competenze. Nel primo caso le soluzioni arrivano da “Il Fintech rappresenta una delle strade possibili per aumentare i volumi di finanziamento erogati alle imprese e la finanza sostenibile diventerà sempre più un fattore critico di successo anche nel rapporto con il mondo finanziario”.

Per le materie prime: “Penso che su questo tema il Governo debba tenere l’attenzione sempre alta e supportare le azioni dell’Unione Europea, per evitare che le imprese vengano messe ai margini e penalizzate”.

Sul nodo delle competenze, che si traduce nel fatto che le aziende non trovano figure ad alta specializzazione, “Occorre investire nella collaborazione tra mondo delle imprese e mondo della formazione e valorizzare le Agenzie private per il Lavoro”.

A questo scenario devono associarsi riforme non più rinviabili che riguardano il Fisco, la Giustizia e la Pubblica Amministrazione.

In conclusione, tornando ai fondi che l’Unione Europea destinerà all’Italia: “Le tre le direttrici sui cui capitalizzare l’investimento del Piano: la formazione, la digitalizzazione e le infrastrutture”.

Entrando nel merito di questi tre concetti:
“La vera sfida è culturale: dobbiamo fare nostra la logica per cui la conoscenza e l’apprendimento non terminano con la scuola o con l’università, ma devono proseguire per tutta la vita”.
“Quando l’elemento digitale sarà entrato definitivamente tra gli asset di strategia aziendale e potrà fondersi con gli elementi di creatività e innovazione propri della cultura industriale del nostro territorio, potremo assistere alla piena espressione del potenziale del nostro sistema imprenditoriale”.

Sulle infrastrutture: “Milano è un crocevia: la sua forza sono da sempre le sue connessioni con i territori vicini e con quelli lontani. E, se possibile, lo sono ancora di più oggi, con volumi di persone, merci e dati inimmaginabili solo qualche decennio fa. Il PNRR assegna complessivamente 62 miliardi a interventi su infrastrutture, mobilità e logistica sostenibile. È un capitolo sul quale chiediamo che l’attenzione da parte delle istituzioni locali sia massima e capace di non trascurare anche quelle opere che si trovano lontano dai nostri territori”.