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Urban 20: le richieste delle città ai governi per una ripresa verde e sostenibile

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fonte foto Comune di Milano

Nella giornata di oggi Urban 20, l’iniziativa di diplomazia cittadina che riunisce 28 città di 20 stati che fanno capo al G20, ha prodotto un documento che sintetizza le richieste delle città ai rispettivi governi per l’uscita dalla pandemia e la ripresa economica all’insegna dell’inclusione e della sostenibilità.

Il comunicato, che porta la firma del coordinamento guidato dai sindaci di Milano e Roma, si articola su tre concetti che dovranno ispirare la Presidenza del G20 ovvero Persone, Pianeta e Prosperità. Delinea la visione delle città di Urban 20 per una nuova fase di sviluppo sostenibile e indica la strada da seguire attraverso una serie di azioni concrete.

Il testo quindi si fa portavoce delle seguenti richieste:

  • rafforzare i sistemi sanitari e i servizi pubblici per garantire un accesso globale ed equo ai vaccini, in particolare per coloro che vivono nelle città dei Paesi in via di sviluppo;
  • promuovere la coesione sociale e l’equità attraverso: la garanzia di reti di sicurezza sociale e un accesso equo ai servizi pubblici essenziali (alloggi, istruzione e trasporti pubblici sicuri); la costruzione di città che proteggano i più vulnerabili e coloro che vivono e lavorano nell’informalità; la promozione di politiche inclusive di genere e leadership femminile; la lotta al razzismo, alla discriminazione, alle molestie e al sessismo; l’ investimenti nella vita culturale come pilastro chiave dello sviluppo sostenibile.
  • investire nei principi fondamentali di una ripresa verde e giusta, incluso: garantire che tutti i pacchetti e i piani di stimolo investano nell’economia verde e in una transizione globale verso l’energia pulita e rinnovabile; porre fine agli investimenti pubblici in infrastrutture ad alto contenuto di carbonio; disinvestire dai combustibili fossili; sostenere le città intermedie come catalizzatori per lo sviluppo sostenibile e la coesione territoriale; combattere la povertà energetica garantendo che il 40-50% degli investimenti per il clima in tecnologie per l’efficientamento energetico, trasporto pubblico sostenibile, economia circolare e soluzioni per l’energia pulita vadano direttamente a beneficio delle comunità in prima linea, vulnerabili o emarginate.
  • accelerare l’azione per il clima prima della COP26 ovvero impegnarsi a raggiungere delle zero emissioni nette negli anni 2040 o prima; stabilire un obiettivo intermedio da raggiungere entro il prossimo decennio, che rifletta una giusta parte della riduzione globale di CO2 del 50%; impegnarsi per il 100% di energia pulita entro il 2040 o prima; eliminare gradualmente i motori a combustione interna e raggiungere il 100% di vendite di veicoli a emissioni zero entro il 2035; garantire che i nuovi edifici funzionino a zero emissioni di carbonio entro il 2030; rinnovare e ristrutturare tutti gli edifici esistenti affinché funzionino a zero emissioni di carbonio entro il 2050; assicurare un pacchetto finanziario che sostenga i Paesi in via di sviluppo nei loro sforzi per raggiungere questi ambiziosi obiettivi climatici.
  • favorire a società inclusive e prospere, attraverso: la transizione energetica giusta per affrontare la dilagante disuguaglianza globale; aumentare il decentramento fiscale e il meccanismo di finanziamento locale per contribuire all’autonomia fiscale e garantire le entrate; portare in primo piano i meccanismi decisionali locali e rafforzare il coinvolgimento diretto di tutti negli spazi decisionali; colmare il divario digitale e promuovere e proteggere i diritti digitali come diritti umani.