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Carla Fracci: la camera ardente allestita alla Scala

Fracci

Il Teatro alla Scala ha dato l’ultimo saluto alla sua étoile allestendo al suo interno la camera ardente per Carla Fracci, scomparsa nella giornata di ieri.

Fin dalla mattino presto, fuori dal teatro si è formata una lunga e composta fila di quanti volevano renderle l’ultimo saluto e hanno l’hanno ricordata per la grazia per aver fatto conoscere la danza anche a un pubblico più ampio.

Il feretro è arrivato intorno a mezzogiorno accompagnato dal marito Beppe Menegatti, dal figlio Francesco e da altri suoi cari per poi entrare nel foyer dove erano disposte in fila le allieve più giovani del corpo di ballo del Teatro. Ad accogliere Carla Fracci, sulle note dei Crisantemi di Puccini e dell’Adagio dal quintetto con clarinetto di Mozart eseguiti dall’ensamble di violini, violoncello e clarinetto dell’orchestra anche il corpo di ballo con Roberto Bolle, il direttore Riccardo Chailly, il sovrintendente Dominique Meyer, il governatore Fontana  e il sindaco Sala che ha commentato: “Milano perde una parte della sua storia recente. Lei ha amato Milano, profondamente, e credo che raramente si sia visto un ricambio così sincero da parte della città”.

Per poi aggiungere: “Possiamo anche definirla una sorta di Cenerentola, ma questa è anche un pò Milano, l’idea di dare opportunità a chi lo vuole, l’idea dell’accoglienza per tutti. È chiaro che c’è il dolore, ma c’è anche la consapevolezza di quanto amore è circolato fra lei e la città e questo devo dire che rinfranca”.

In memoria di quanto faceva il padre di Carla Fracci che conduceva il tram numero 1 che passa proprio sotto al teatro, all’apertura della camera ardente è stato ripetuto lo scampannellio con il quale era solito farle un saluto quando passava di .
I funerali si terranno domani nella chiesa di San Marco a Brera.