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The Beat Goes On – I Camaleonti

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Un percorso settimanale, attraverso podcast, nell’iconico mondo del Beat italiano.

Gli episodi in Podcast di “The Beat Goes On” sono il frutto dell’idea di Ivano Bison e di Alessandro Mapelli.
L’intento degli autori è di realizzare, a puntate, una piccola opera divulgativa riguardante il Beat Italiano, un fenomeno che risultò decisivo nella fase presa in esame dai racconti (1964-1969).
Il Beat Italiano ebbe molta importanza, non solo nel campo commerciale discografico e nella realizzazione dei sogni di giovani musicisti. Dopotutto, non vanno sottovalutati gli sviluppi impressi nel settore editoriale e formativo. Ciò vale per un’intera generazione di giornalisti specializzati o (più semplicemente) tra gli appassionati di musica.
Lo spunto per il lavoro, svolto nella massima collaborazione, è venuto da curiosità di sovente espresse sul come si sia affermato (anche in Italia) l’interesse per la musica anglosassone in milioni di ragazze e di ragazzi.

In questo quarto episodio:

Siamo nel 1963.

Un giovane cantante cercava la propria strada e di farsi largo costituendo un gruppo musicale. Lui si chiamava Enrico “Ricky” Maiocchi. Milanese, nato nel 1940, passò l’adolescenza a fare vari lavori, tra i quali quello di muratore ma la passione per la musica andava oltre ogni ostacolo, fino a condurlo in Gran Bretagna dove affilò la propria tecnica. Un viaggio formativo per molti rockettari italiani e anche Little Tony racconta della sua felice avventura d’Oltremanica. Tornato in patria si associò prima alla formazione di Memo Remigi per poi formare il gruppo che si chiamerà “I Camaleonti” non prima di aver sperimentato qualche altro nome: non so vi dicono qualcosa denominazioni come Beatnicks o Mods.

I Camaleonti divennero, rapidamente, una realtà nel nostro panorama. Oltre a Maiocchi, la formazione originale si concretò con l’arrivo di Tonino Cripezzi alle tastiere; Gerry Manzoli, al basso e chitarre; il batterista Paolo de Ceglie e Livio Macchia, anch’egli chitarrista e all’occorrenza bassista.

Ivano Bison è nato, nel 1946, a Pontelongo, in provincia di Padova. Vive a Cinisello Balsamo, dal 1961. Sposato con Rossana e ha un figlio, Stefano. Giornalista free lance, pubblicista, scrittore, ha lavorato, per lungo tempo, alla Kodak. Prima di passare, a tempo pieno, al giornalismo attivo è stato Assessore allo Sport e ai Giovani nella municipalità cinisellese.Fin dai primi anni ’70 ha collaborato con le testate televisive e radiofoniche: TRM2, Rete 55, Antenna 3, Espansione Tv, Telelombardia, TV7, La7, Radio Kelly Milano, Radio Energy, Easy Radio e Radio Village, diventando il direttore di queste due ultime emittenti. Ha collaborato per lunghi anni con Radio Lombardia, dove si occupava di radiocronache calcistiche, campionato di Serie A. Nella sua carriera può mettere all’attivo oltre millecinquecento tra radiocronache e telecronache. Ha fatto parte dello staff di collaboratori dell’agenzia video-giornalistica Brest, di Milano, per conto della quale ha realizzato centinaia di servizi apparsi su testate nazionali e condotto i telegiornali di TV7 Lombardia. E’ stato collaboratore, per due stagioni, con la redazione sportiva de “La7”. Redattore per diversi anni di Estenews e ha seguito, fino alla pensione, tutte le edizioni del Tg Nord Milano. Ha diretto, per cinque anni, il trimestrale delle cooperative cinisellesi “Dimensione Cooperativa’ e per molti altri ancora “La Città”, periodico locale. Scritto e pubblicato i libri sulla cooperazione: “1912-1992, la Cooperativa Aurora (di Balsamo) tra cronaca e storia”; “La storia dei cinquant’anni della Cooperativa di Cinisello Balsamo – Giacomo Matteotti, nel nome di un simbolo”;”Storia dei novant’anni della Cooperativa (l’Aurora) di Bresso ;“La storia della Cooperativa Vittoria di Cormamo”; “Giovani e Ribelli” sui trent’anni dell’omonima società calcistica Lo spettacolo Musicale “The Coverland-Quando le novità non erano note” è da lui ideato e scritto. E’ autore e narratore di “A Ruota Libera” dove si parla dell’opera letteraria e musicale di Bob Dylan. Ha scritto il monologo teatrale “Ho giocato con i russi” imperniato sull’avventura di un calciatore italiano, prigioniero nella Seconda Guerra Mondiale, reclutato per disputare un’amichevole contro una squadra inglese. Ha pubblicato anche “Scritti Express” un volume (con storia, saggistica, inchieste e narrativa) sulle sue lunghe esperienze giornalistiche. Attualmente è pensionato e si occupa di eventi culturali. Nel 2003 ha ottenuto, con Radio Lombardia, il “Premio speciale Gino Palumbo” per la migliore trasmissione sportiva.