Home Città Metropolitana Cronaca Brigatisti: 7 arresti in Francia prima della prescrizione dei reati

Brigatisti: 7 arresti in Francia prima della prescrizione dei reati

sacerdote

Lo scorso 8 aprile, a Parigi, si erano incontrati il nostro ministro della Giustizia Marta Cartabia e il suo omologo francese Eric Dupond-Moretti con l’intento di assicurare alla giustizia diversi ex brigatisti italiani ospitati oltralpe prima che intervenisse una nuova prescrizione dei reati.

Ebbene, nelle prime ore di questa mattina, la Polizia italiana, grazie anche alla collaborazione dell’antiterrorismo francese, è riuscita a individuarne e arrestarne 7. Sono invece riusciti a fuggire Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.
L’operazione ha richiesto diversi giorni di preparazione e ha ricevuto l’avallo del presidente Macron anche in basa alla ‘dottrina Mitterrand‘ che aveva concesso l’asilo agli ex brigatisti, purché non fossero responsabili di fatti di sangue.

Chi sono i sette brigatisti arrestati:
Giovanni Alimonti: 66anni, è stato condannato per il tentato omicidio del vice dirigente della Digos di Roma Nicola Simone avvenuto nel 1982.
Deve scontare 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e la libertà vigilata per 4 anni per banda armata, associazione con finalità di terrorismo, concorso in violenza privata aggravata, concorso in falso in atti pubblici;

Enzo Calvitti: stessa età di Alimonti, deve scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni e la misura della libertà vigilata per 4 anni per associazione sovversiva, banda armata, associazione con finalità di terrorismo, ricettazione di armi;

Roberta Cappelli: coetanea di Alimonti e Calvitti. È stata giudicata responsabile dei 3 omicidi romani del generale dei carabinieri Enrico Calvaligi (1980), dell’agente di Polizia Michele Granato (1979) e del vice questore Sebastiano Vinci (1981). A suo carico anche il ferimento di Domenico Gallucci (1980) e del vice questore Nicola Simone in concorso con Alimonti. È stata condannata all’ergastolo per i reati di associazione con finalità di terrorismo, concorso in rapina aggravata, concorso in omicidio aggravato;

Narciso Manenti: 64 anni, originario di Telgate, in provincia di Bergamo, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Guerrieri, ucciso a Bergamo nel 1979. Su di lui pendono anche una condanna a 2 anni e 6 mesi per ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi e a 3 anni e 6 mesi per associazione sovversiva e banda armata;

Marina Petrella: 67 anni , è stata giudicata responsabile dell’omicidio del generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi, del sequestro del giudice Giovanni D’Urso a Roma nel 1980, dell’assessore regionale della DC Ciro Cirillo a Torre del Greco nel 1981 che costò la vita a due membri della scorta e di concorso nell’attentato a Simone in concorso con Cappelli e Alimonti;

Giorgio Pietrostefani: 78 anni, tra i fondatori di Lotta Continua, deve scontare 14 anni, 2 mesi e 11 giorni per l’omicidio del commissario di Polizia Luigi Calabresi;

Sergio Tornaghi: 63 anni di Milano ha una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Renato Briano, direttore generale della ‘Ercole Marelli’.
Tra le accuse a suo carico figurano partecipazione a banda armata, propaganda e apologia sovversiva, attentato con finalità di terrorismo ed eversione, detenzione e porto illegale di armi, violenza privata.