Home Coronavirus Guido Bertolaso lascia la Lombardia ma non il coordinamento della campagna vaccinale

Guido Bertolaso lascia la Lombardia ma non il coordinamento della campagna vaccinale

Bertolaso

Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale lombarda dallo scorso febbraio, lascia fisicamente Milano pur continuando a sovrintendere le operazioni dei diversi centri vaccinali.

La conferma di quelle che erano soltanto voci l’ha data il diretto interessato dapprima nel corso di una trasmissione televisiva e poi sui social.
Stando alle sue parole, dopo aver risolto l’inefficienza legata alle prenotazioni passando la gestione dalla centrale acquisti regionale Aria a Poste Italiane e dopo avere aperto numerosi punti per la somministrazione la Lombardia ha preso il ritmo giusto e ora è in grado di fare da sola.

Numeri alla mano, Bertolaso ha parlato del raggiungimento delle 100 mila somministrazioni entro il 29 aprile con la possibilità persino di superare questa quota, sempre che ci siano vaccini in numero sufficiente.
Stando poi agli accordi presi con il coordinatore nazionale, il generale Figliuolo, le somministrazioni giornaliere minime si dovrebbero attestare sulle 97 mila.

“La Lombardia – ha detto Bertolaso – anche in questo ambito sta facendo da apripista e sta dimostrando che le vaccinazioni massive in centri bellissimi, vere e proprie astronavi, come quelli di Milano, Brescia e Bergamo e in tutte le altre province, sono un modello”.
Il rientro a Roma non dovrebbe coincidere con l’assunzione di altri impegni anche se è noto il pressing della Lega di Salvini affinché Bertolaso accetti di candidarsi a sindaco di Roma.

L’unico impegno, dunque, sarà un monitoraggio da remoto della campagna vaccinale con la disponibilità a tornare fisicamente qualora ce ne fosse bisogno.
Così come era stato nel 2020 quando il governatore Fontana lo chiamò per coordinare i lavori di allestimento dell’ospedale in Fiera Milano. Bertolaso, allora impegnato in un progetto simile nelle Marche accettò di buon grado e continuò a dirigere i lavori anche quando contrasse a sua volta il covid.

Lui e l’assessore Moratti, nonostante avessero favorito la scelta di Aria nella gestione delle prenotazioni, furono poi i suoi primi detrattori quando emersero le evidenti criticità per gli over 80 legate al sistema: appuntamenti in centri vaccinali lontani dal domicilio, sms di conferma appuntamento mai arrivati con relativi centri vaccinali vuoti.