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Le dimissioni di Claudio Luti dalla presidenza del Salone del Mobile

Luti
Fonte foto Il giornale dell'architettura

Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile, si è dimesso alla vigilia del Consiglio di Amministrazione che doveva decidere quale volto dare all’edizione numero 60 prevista da 5 al 10 settembre.

Luti ha affidato a una lunga nota le ragioni della sa scelta: “Mi sono impegnato in questi anni per affermare la manifestazione quale raffigurazione del sistema a livello internazionale, ma non ci sono più le condizioni per perseguire una mia visione di compattezza del settore per il bene comune”.

“Rispetto le decisioni di tutti – ha aggiunto – ma non condivido la volontà di non fare squadra in un momento così delicato e di rinunciare almeno a provare a definire un percorso concreto per fare quello che potrebbe essere il Salone simbolo della ripresa del Paese”.
“Certamente riconosco le difficoltà e anche le incognite che ci impediscono ora di chiarire tutte le incertezze date dallo scenario pandemico ancora incombente – ha concluso – . Ma quello che conta per me è la comune volontà di intenti, che è venuta a mancare”.

Il Cda di Federlegno Arredo Eventi ha quindi preso atto della decisione e ha fatto sapere che la discussione e le decisioni sulla prossima edizione del Salone proseguono. Una nuova seduta sarà convocata nei prossimi giorni.

L’ultima edizione in presenza della manifestazione aveva avuto luogo nel 2019 e, in quella occasione i numeri erano stati quasi da record, con un incremento delle presenze del 12% – pari a oltre 380mila persone tra visitatori e operatori del settore – provenienti da 181 paesi.
Poi era arrivato il covid e nel 2020 la rassegna era stata prima posticipata e poi cancellata del tutto. Con l’arrivo dei vaccini si sperava quantomeno in un segnale di rilancio da parte di tutto il settore, cosa che, a detta di Luti non ha trovato tutti d’accordo.

Stando alle ultime linee guida del Governo fiere e congressi dovrebbero ripartire dal 15 giugno e, nel caso del Salone, per il suo prestigio a livello internazionale e per il suo richiamo, è un intero indotto che aspetta di ripartire: dagli eventi collegati alla ricettività fino ai trasporti e alla logistica.