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L’ateneo di Milano-Bicocca al terzo posto in una competizione sulla mediazione

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L’Università degli Studi di Milano-Bicocca si è aggiudicata – con Francesco Stauder e Marco Vitale – il terzo posto di una competizione sul tema della mediazione chiamata MAV – Mediazioni a Verona, l’edizione Master della Competizione Italiana di Mediazione organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano e dall’ateneo veneto.

Vi hanno partecipato studenti provenienti da tutta Italia tanto che il primo posto è stato conquistato dall’Università di Bari seguita da quella di Torino.
Le squadre in gara erano in tutto 12 e hanno simulato una disputa di natura legale, interpretando il ruolo di avvocati e parti a confronto su tre diversi casi giuridici, basati su fatti realmente accaduti: un concerto cancellato, un software efficiente ma “piratato” e, infine, un orologio di grande valore di cui si contestava la riparazione.

Alla fine ha vinto la squadra che ha riportato il punteggio più alto, riuscendo a dimostrare di saper negoziare secondo le tecniche di mediazione apprese nel corso universitario e di possedere skill specifiche utili ad aiutare le parti a raggiungere un accordo risolutivo della controversia.
Per ogni incontro di mediazione, si sono confrontate squadre composte da 2 o 3 studenti. Gli incontri si sono quindi svolti alla presenza di un mediatore professionista esperto e di altri due mediatori che operano in veste di valutatori. A loro è spettato il compito di decretare il negoziatore più efficace a livello nazionale.

Con questa iniziativa, che integra e si sviluppa sulla linea della Competizione Italiana di Mediazione – ha dichiarato Stefano Azzali, direttore generale della Camera Arbitrale di Milano – puntiamo a creare un ponte tra le Università e il mondo del lavoro e a diffondere l’utilizzo della mediazione come strumento di risoluzione delle controversie”.

La CIM milanese e la MAV veronese – ha aggiunto il Prof. Alberto Tedoldi, professore di diritto processuale civile dell’Università di Verona – complementari tra loro, confermano l’importanza acquisita dalla mediazione a oltre dieci anni dalla sua introduzione in Italia”.