Home Lavoro Crisi aziendale: il caso della Henkel di Lomazzo

Crisi aziendale: il caso della Henkel di Lomazzo

Henkel
Fonte foto ciaocomo

I dipendenti dello stabilimento del colosso tedesco dei detersivi Henkel di Lomazzo, nel comasco, hanno indetto una giornata di sciopero per domani 17 febbraio.

Protestano contro la chiusura decisa dall’azienda. L’intenzione, infatti, è quella di spostare la produzione nel sito di Ferentino, in provincia di Frosinone.

Lo stabilimento di Lomazzo è attivo dal 1933 quando aprì con il nome di Società italiana Persil e dà lavoro a 150 lavoratori tra dipendenti diretti e l’indotto che comprende mensa, trasporti, logistica e manutenzioni.
Dalla decisione dell’azienda dipendono quindi i destini di 160 famiglie che vivono nei comuni di Rovellasca, Lazzate, Turate, Rovello Porro, Cogliate e Saronno.

Grande solidarietà alla vicenda dei lavoratori che rischiano il posto è arrivata sia dai lavoratori della Henkel Italia Operations di Verdellino, nella bergamasca, che hanno indetto una giornata di sciopero per solidarietà sia da venticinque sindaci che hanno firmato una lettera-appello in cui chiedono alla multinazionale di fare marcia indietro.

Una delegazione dei lavoratori, intanto, è già stata ricevuta al Pirellone dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi che si è espresso così sulla vicenda: “Come Consiglio Regionale e come Regione Lombardia ci attiveremo prontamente in ogni sede e con ogni mezzo per impedire alla Henkel di lasciare a casa 160 lavoratori, sensibilizzando il Ministero e tutte le istituzioni competenti per fare fronte unico contro questa decisione”.

Per contro, l’azienda, ha espresso il suo punto di vista attraverso il presidente di Henkel Italia Operations Luca Facheris: “Un’azienda come Henkel deve avere una visione strategica e guardare al lungo periodo: due stabilimenti in Italia non sono più sostenibili, il consolidamento è necessario per garantire stabilità e competitività.
Crediamo sia ora importante intraprendere una discussione con le rappresentanze sindacali riguardo le opzioni percorribili per ridurre l’impatto sociale della decisione, di cui siamo ben consapevoli”.