Home Giustizia I magistrati di Bergamo in trasferta a Roma per ascoltare Speranza e...

I magistrati di Bergamo in trasferta a Roma per ascoltare Speranza e Brusaferro

indagini
Fonte foto Bergamonews

Una delegazione della procura di Bergamo guidata dal pm Maria Cristina Rota è in trasferta a Roma per sentire il ministro della salute Roberto Speranza e altri esponenti dell’Istituto Superiore di Sanità, tra cui il suo presidente Silvio Brusaferro.

La macro inchiesta è quella per epidemia colposa e falso nella gestione dei contagi a Bergamo, dalla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro a quella del Pronto soccorso sempre di Alzano.
L’inchiesta è partita quando i famigliari delle troppe vittime della bergamasca, riuniti nel comitato “Noi Denunceremo“, hanno chiesto l’intervento dei magistrati per accertare le responsabilità sanitarie e quelle politiche nella gestione di quanto accaduto.

All’interno di questa stessa inchiesta si sono attivati, in corso di indagine, dei filoni secondari.
Con la trasferta romana, nello specifico, i magistrati sperano di acquisire elementi sufficienti per chiudere quello sul piano pandemico a proposito del quale i titolari dell’inchiesta avevano dichiarato: “Il nostro obbiettivo è capire se esisteva un piano pandemico, se era aggiornato, se era appropriato e in che modo questo si riverberi sulla mancata istituzione della zona rossa e sulla chiusura e poi immediata riapertura dell’ospedale di Alzano. […] capire se dirigenti e medici avevano delle direttive da seguire e se l’eventuale mancanza di queste direttive abbia inciso sulla diffusione del contagio nella provincia […]”.

Il Ministro era già stato ascoltato dai magistrati bergamaschi lo scorso giugno nell’ambito sulla mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca.
Questa volta, invece, l’audizione di Brusaferro andrà a completare le testimonianze già state acquisite di diversi dirigenti del ministero della Salute come quella del segretario generale Giuseppe Ruocco – che era stato ascoltato per ben sette ore -e dell’ex capo della prevenzione Claudio D’Amario.