Home Prima Pagina Amianto alla Breda: un’altra assoluzione per i vertici aziendali

Amianto alla Breda: un’altra assoluzione per i vertici aziendali

Breda

La quinta sezione della Corte di Appello di Milano ha assolto gli ex manager della Breda Termomeccanica-Ansaldo dall’accusa di aver causato il decesso di 12 operai per la presenza di amianto negli impianti.

Si conclude così l’ennesimo processo portato avanti, con tenacia, dal “Comitato per la difesa della salute e nei luoghi di lavoro” di cui si è fatto portavoce Michele Michelino, ex operaio proprio della Breda.

Michele Michelino

Questo procedimento, nello specifico, si riferiva alla morte di 12 operai della Breda avvenuta tra gli anni ’70 e il 1985 per un tumore al polmone chiamato mesotelioma, a sua volta risultato di una prolungata esposizione alla fibra ampiamente impiegata nell’industria e poi rivelatasi letale per la salute.  

I manager dell’azienda erano stati citati in giudizio dal Comitato e dall’associazione Medicina Democratica e in primo grado il pg Nicola Balice aveva chiesto per gli imputati condanne tra i 2 anni e i 4 anni e 11 mesi.
In primo grado il Tribunale si era già pronunciato per l’assoluzione.
In quella circostanza le motivazioni erano state che “non esiste una legge scientifica che possa descrivere l’ipotesi, formulata dall’accusa, di un nesso di causalità tra una determinata condotta ascrivibile a un imputato e la malattia insorta in un preciso lavoratore, successivamente deceduto”.

Il processo era poi arrivato al secondo grado di giudizio con uno spiraglio di revisione legato alla testimonianza di due consulenti tecnici della procura.
Una decisione che aveva alimentato le speranze dei famigliari delle vittime verso un esito del processoa a loro favore.

Così non è stato. Anzi. La Corte ha persino condannato le parti civili ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Il Comitato ha però fatto sapere che la sua battaglia per quelle morti  – alle quali se ne sono aggiunte altre 5 solo nel 2020 – continuerà e non appena saranno depositate le motivazioni di questa nuova sentenza si procederà con il ricorso in Cassazione.