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Confcommercio: l’86% dei bar lombardi è a rischio chiusura

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Un sondaggio realizzato da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza tra gli esercizi appartenenti a Epam – l’Associazione dei pubblici esercizi – su un campione di 407 imprese lombarde ha evidenziato cifre importanti sia sulla tenuta di questi esercizi sia sulle prospettive per l’immediato futuro.

I dati più preoccupanti riguardano:
– Il crollo del fatturato: sceso nel 2020 del 71% rispetto all’anno precedente con una maggiore penalizzazione che ha toccato le attività più attive alla sera dove la percentuale sfiora il 76%.
I numeri per provincia si discostano di poco con un meno 75% a Milano, 66% hinterland, 69% Lodi e 64% Monza;
– Il rischio chiusura che rischia di trasformarsi in una tragica realtà per l’86% di questi esercizi e che si declina fino al 91% delle attività a Milano, l’86% Lodi e l’81% Monza Brianza l’81%.

A questo quadro già ampiamente compromesso da stop e false ripartenze per effetto della pandemia si potrebbe sommare la linea intransigente del nuovo Dpcm del Governo che ha ipotizzato il blocco dell’asporto per i bar fin’ora ammesso dopo le 18:00.
In questa evenienza, sempre secondo le stime di Confcommercio, si produrrebbe un’ulteriore perdita di fatturato vicina al 46% con punte del 50% per gli esercizi della sola Milano e fino al 59% per quelli più attivi alla sera.

Una situazione che Lino Stoppani, ha commentato così: “I evidenziano ancora una volta le grandi difficoltà del settore […] letteralmente al collasso […].
In aggiunta, questo ‘accanimento normativo’ crea confusione, ha scarsa efficacia sanitaria e impedisce qualsiasi programmazione sul futuro delle imprese, alimentando, oltre ai danni economici, preoccupazione, disagi, disperazione, che hanno effetti anche sulla coesione sociale del Paese”.