Home Alloggi Nasce Casa Alba, il nuovo progetto per le donne senza fissa dimora

Nasce Casa Alba, il nuovo progetto per le donne senza fissa dimora

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fonte foto Comune di Milano

L’iniziativa di privati, associazioni no profit e Comune di Milano, diventata sempre più frequente in regime di emergenza covid, ha prodotto un altro importante risultato: l’apertura di Casa Alba, un centro dedicato alle donne senza fissa dimora.

La struttura si trova all’interno dell’oratorio di Santa Bernadetta in via Boffalora, zona Barona.
Potrà ospitare fino ad un massimo di 20 donne che, inviate dal Centro Sammartini del Comune, troveranno qui un posto sicuro dove dormire, oltre a due pasti caldi, cena e prima colazione. La struttura sarà anche dotata di uno spazio per i triage sanitari anche in ottica di prevenzione del covid che sarà gestito dal personale di Emergency.

La capofila dell’iniziativa è stata Sviluppo e Promozione Onlus, insieme a una corposa rete di volontari ai quali si sono affiancati l’associazione di promozione sociale Cisonoanch’io per la parte di servizi di custodia e supporto socio-educativo per le donne e la CIG Arcigay Milano che ha contribuito al finanziamento del progetto devolvendo parte dei fondi raccolti tramite il Rainbow Social Fund, istituito in occasione del Milano Pride 2020 per supportare, in generale, la città di Milano per l’emergenza sanitaria oltre che i progetti per chi è più in difficoltà.

“Con il Rainbow social fund e la destinazione di parte dei fondi raccolti al progetto Casa Alba – ha commentato Fabio Pellegatta, presidente del CIG Arcigay Milano – la comunità LGBT+ ribadisce la propria presenza e la sua natura sociale e politica: lavorare per il bene comune e nel rispetto di tutt* è infatti la colonna portante del nostro movimento”.

“Abbiamo individuato questo bisogno perché il tema della presenza femminile tra i senza fissa dimora merita un’attenzione particolare – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – molto spesso si tratta di persone che hanno subìto forme di discriminazione ed esclusione e che, restando per strada, sono più esposte al rischio, anche di violenza. Per questo siamo molto grati a tutta la rete che ha attivato il progetto, con l’auspicio che si tratti solo di una prima sperimentazione, di un modello che possa venire replicato e rafforzato in futuro”.

Restando poi nell’ambito delle iniziative per il Piano freddo, al Centro Sammartini sarà possibile effettuare tamponi rapidi grazie alla collaborazione tra ATS ed Emergency.