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Sedriano: scuola materna chiusa per un focolaio di covid

bambino

Un focolaio epidemico che ha coinvolto sia i bambini sia gli insegnanti si è sviluppato all’interno della scuola materna Gianni Rodari di Sedriano, un comune a ovest di Milano.

Al momento si contano 18 contagi tra gli insegnanti e 21 tra gli alunni.
I restanti 247 bambini sono già stati posti in quarantena cautelativa ma, dai primi tamponi effettuati, iniziano a emergere alcune positività.
Questo scenario lascia presupporre un bilancio più elevato di contagiati.

Tra i genitori dei piccoli c’è rabbia per come è stata gestita l’intera vicenda dalla comunicazione alla responsabilità di quanto è accaduto.
Secondo alcune mamme, infatti, l’istituto sapeva dei contagi ben prima di comunicare la chiusura, con il risultato che bambini potenzialmente positivi potrebbero aver fatto visita nel frattempo ai propri nonni durante le festività natalizie creando una involontaria situazione di pericolo.
Anche la comunicazione dei fatti è stata giudicata quantomeno confusa: all’inizio la scuola aveva parlato di sole 4 classi coinvolte sulle 10 esistenti, poi è arrivata comunicazione dei primi contagi tra gli insegnanti e gli alunni e infine la decisione di chiudere la scuola.

Qualcuno ha fatto notare anche un’altra circostanza sospetta. Il Comune di Sedriano, infatti, ha sempre pubblicato un bollettino aggiornato sulla situazione dei contagi. Ebbene, la pubblicazione sarebbe stata sospesa poco prima della decisione di chiudere la scuola e questo dettaglio ha alimentato il sospetto che la notizia circolasse ben prima che i genitori dei piccoli fossero avvertiti.

Ad accendere ulteriormente gli animi c’è poi stato un diverbio tra la scuola e le famiglie sul tema dei protocolli di sicurezza adottati per prevenire il contagio. In una comunicazione la scuola è arrivata a ipotizzare che il contagio sia arrivato dall’esterno e che alcuni bambini siano stati mandati a scuola già malati o raffreddati attribuendo, di fatto, la responsabilità ai genitori.

“Scaricare la responsabilità di ciò che è successo non è giusto”, ha commentato una mamma.