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Caso Becciu: Cecilia Marogna torna libera

Marogna
Cecilia Marogna - Fonte foto la Repubblica

Cecilia Marogna, implicata nello scandalo sulla gestione dei fondi vaticani che facevano capo al Cardinale Angelo Becciu, è tornata libera.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dei suoi legali, che ha annullato la misura cautelare che l’aveva condotta in carcere a Milano dallo scorso 13 ottobre su mandato di cattura dell’autorità giudiziaria della Santa Sede. La misura era poi mutata in libertà con obbligo di firma alla fine dello stesso mese facendole scontare 17 giorni di carcere.

La donna avrebbe stretto relazioni con la Segreteria di Stato nel 2016, quando il cardinale Becciu era Sostituto. Si era presentata come esperta di relazioni diplomatiche e mediatrice nelle crisi internazionali.
Il suo nome era comparso nell’inchiesta in quanto beneficiaria di un versamento di ben 500mila euro avvenuto tra il 2018 e il 2019.

A suo dire questa ingente somma era il compenso per la sua società per l’attività svolta in Africa e Asia per missioni umanitarie. A supporto della diplomazia vaticana, la sua società slovena interveniva per ridimere crisi internazionali o partecipare alla liberazione di ostaggi.
Peccato che buona parte di queste somme sia stata “investita” in acquisti di lusso tra borse, abbigliamento e arredamento. Un investimento decisamente sospetto che ha portato alla definizione del reato di peculato per distrazione di beni, per il quale è stata arrestata.
Marogna aveva giustificato gli acquisti con l’impiego di quegli oggetti per la liberazione di ostaggi e la somma di denaro per le spese sostenute con viaggi e soggiorni legati alla sua attività di mediazione.

Resta aperto il capitolo estradizione verso il Vaticano per il quale si deciderà il prossimo 18 gennaio.
Tra gli argomenti che i suoi legali Massimo Dinoia e Fabio Federico porteranno a sua difesa c’è il fatto che i Patti Lateranensi, che regolano i rapporti con la Repubblica italiana, disciplinano l’estradizione dal Vaticano verso l’Italia ma non viceversa e il fatto che la donna sia genitore di una figlia minorenne.