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Folla per il primo giorno della Lombardia zona gialla

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Fonte foto Milanotoday

La Lombardia è tornata a essere zona gialla da ieri, domenica 13 dicembre, e gli effetti di una ritrovata libertà non sono mancati nella folla che ha invaso le città.

La principale novità, infatti, era legata alla riapertura di bar e ristoranti dopo quasi un mese di chiusura. È di nuovo possibile, infatti, fare colazione sul posto piuttosto che l’aperitivo, anche se fino alle 18:00, piuttosto che pranzare fuori.

Le scene di folla in piazza Duomo e Galleria hanno fatto il giro di rete e Tv con tanto di coda fuori da uno storico bar da sempre legato all’aperitivo. Stesse scene in altre zone della città da Buenos Aires a Brera.
Complice anche una giornata non troppo fredda in molti hanno affollato anche i negozi in vista delle feste di Natale.

Tornando a bar e ristoranti, che in tutta la regione sono circa 51mila, la situazione, almeno a Milano, no ha ancora registrato una riapertura generalizzata.
Qualcuno lo ha fatto per dare un segnale di esistenza e resistenza, altri hanno deciso di puntare sui dehors nonostante il freddo. Altri ancora fanno notare che la clientela più giovane sarà la prima a tornare, anche per un aperitivo anticipato.
Alcuni ristoranti hanno deciso di puntare sulle prenotazioni anticipate, soprattutto da parte dei clienti storici.

Immagini di un ritorno alla quasi normalità ma che hanno indotto esperti e politici a ripetere gli inviti alla prudenza a cominciare dal governatore Fontana: “Dobbiamo ricordare che meno sono le restrizioni più deve essere alta l’attenzione quotidiana, in ogni singolo momento. I risultati contro il virus sono stati raggiunti grazie ai sacrifici e alla responsabilità dei lombardi, ai quali va ancora una volta il mio più grande ringraziamento. Questa è la strada su cui dobbiamo continuare”.

Dello stesso parere anche il sindaco Sala: “[…] È giusto che il commercio, i ristoranti e i bar lavorino ma stiamo molto attenti perché abbiamo tutti capito non solo i rischi ma anche che per i tempi di distribuzione del vaccino, servirà attenzione fino all’estate: non vanifichiamo il lavoro fatto […]”.